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Hcs. "La triplice ammette di aver tutelato la politica anziché i lavoratori"

Hcs. "La triplice ammette di aver tutelato la politica anziché i lavoratori"

Ugl, Fiadel e Confsal Fesica replicano agli altri sindacati sul probabile fallimento delle municipalizzate e sull'accordo relativo al passaggio dei dipendenti

Non si è fatta attendere la replica di Ugl, Fiadel e Confsal Fesica alla triplice e all’Usb sulla vicenda Hcs, Csp.

“Finalmente – si legge in una nota congiunta delle tre sigle – si gioca a carte scoperte. La dichiarazione della presa di distanza della triplice insieme a Usb, verso UGL, FIADEL E CONFSAL FESICA è la prova dei due diversi modi i fare sindacato. Per noi al centro di tutto ci sono i lavoratori, per altri la tutela della politica e dei politici. Abbiamo sempre messo in rilievo tutte le anomalie “contra legem” che si stavano perpetrando a danno di tutti i lavoratori coinvolti in questa crisi aziendale. Compresi quelli impiegati nei cantieri dei vari creditori che subiranno, purtroppo, gli effetti del fallimento della HCS. Un fallimento, furbescamente pilotato e di cui oggi scopriamo alcuni padri fondatori. Non può certamente passare inosservata l’imbarazzante dichiarazione del responsabile Cisl – Paolo Sacarriga “Abbiamo messo al sicuro i lavoratori in CSP …prima del fallimento della HCS…”.

“Qualcuno – prosegue la nota – sapeva benissimo che HCS era destinata al fallimento anzitempo. Resta per noi difficile pensare che a dichiarare ciò sia Paolo Sacarriga, la stessa persona che insieme a noi ha redatto l’ipotesi di accordo le cui premessa era “ Visto il Dlgs 175/1206 in tema di partecipate”. Non possiamo che stigmatizzare tale furbesco atteggiamento, la triplice sapeva perfettamente che il Decreto sulle Partecipate prevede che: “Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico titolare di affidamenti diretti, le pubbliche amministrazioni controllanti non possono costituire nuove società, né acquisire o mantenere partecipazioni in società, qualora le stesse gestiscano i medesimi servizi di quella dichiarata fallita”, art. 14 comma 6. Sarebbe interessante capire da queste menti eccelse, nel momento in cui il fallimento HCS verrà conclamato e la dubbia legittimità della CSP Srl messa in discussione, come pensano di tutelare i 383 dipendenti? Schierandovi con la politica non avete fatto altro che creare altra povertà sociale. Altra teoria fantasiosa, che non trova riscontro in nessun atto, è quella della “deroga al 2112” sostenuta dal Segretario della CGIL Manzini. Vista l’insistenza lo invitiamo a mostrare le carte in suo possesso che dimostrano ciò. Diversamente spieghi a quei lavoratori, da lui definiti “ciambelle senza buco” perché sono stati penalizzati rispetto ad altri, arrecandogli un danno non solo economico ma anche professionale. Sulla paternità dell’ipotesi di accordo, ricordiamo che l’UGL e la FIADEL, non solo hanno contribuito alla sua stesura, ma hanno fatto sì, che venisse votato dai propri iscritti. Ciò che abbiamo sempre contestato è la sua errata applicazione di comodo in funzione delle posizioni da tutelare. La realtà care Cgil Cisl Uil e Usb, è che i 383 dipendenti di HCS sono passati per effetto della vendita dei rami di azienda avvenuta ad aprile 2017 con il 2012, così come avvenne nel 2011 per il passaggio da Etruria Servizi/ETM verso la Holding HCS. Altro che salvatori!”

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