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Perla del Tirreno: ''Ricorso inammissibile''

''Ma ci sono delle contraddizioni''

''Ma ci sono delle contraddizioni''

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Il ricorso al Tar del Lazio presentato dal signor Pasquale Vurchio contro il Comune, in merito al bando di gara per la concessione dello stabilimento balneare comunale “Perla del Tirreno” che secondo il ricorrente presentava irregolarità ed alcune palesi violazioni del nuovo codice degli appalti, è stato dichiarato inammissibile. «Perché – commenta Vurchio – senza entrare nel merito, con sentenza cosiddetta breve, il Tar si è espresso dichiarando inammissibile il ricorso per carenza di legittimazione attiva e cioè che io, non essendo parte in causa al bando, non avrei dovuto ricorrere al tribunale regionale. Leggendo la sentenza, però, saltano agli occhi le contraddizioni in essa contenute, perché lo stesso Tar rammenta che l’azione di annullamento davanti al giudice amministrativo è soggetta a tre condizioni fondamentali, il titolo, l’interesse ad agire, la legittimazione attiva o passiva e cioè un cittadino residente in un Comune non avrebbe questi requisiti. Ed allora, il dovere di partecipare, il dovere di critica e la nota legge del fumus criminis dei cittadini, presenti nella nostra Costituzione, dove li mettiamo? Il Tar, dovrebbe spiegarci come mai, in prima istanza, il ricorso è stato ammesso e poi andato in udienza di sospensiva cautelate ben tre mesi dopo la presentazione, e a stagione balneare praticamente finita. D’altra parte, se si fosse entrati nel merito, le mie ragioni sarebbero state fondanti per annullare l’atto amministrativo con cui è stato assegnato il bando di concessione”. “Infatti – continua Vurchio – gli atti amministrativi a sostegno del bando di gara, sia quello emesso dalla giunta comunale che la determinazione dirigenziale, non sono consoni ad una corretta prassi amministrativa e, addirittura , il bando risulta emesso nella stessa data. Ma ancor di più il, tempo dato agli operatori economici interessati a partecipare alla gara, è di gran lunga inferiore ai limiti fissati dalle leggi. In un recente dibattito sulla prevenzione alla corruzione come strumento di spending review organizzato dalla scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza, il presidente dell’Anac Cantone diceva che la prevenzione va fatta con controlli seri e rigorosi, soprattutto nel settore degli appalti, perché può eliminare gli sprechi. Se fin dall’inizio un appalto è fatto correttamente, tramite l’individuazione di una base d’asta corretta, è possibile evitare quella degenerazione fatta di varianti in cui spesso si celano fatti corruttivi. Mi viene da dire al dottor Cantone se la giustizia amministrativa è d’accordo con lui”. “Noi oggi registriamo questo messaggio della sentenza del sentenza del Tar – conclude Pasquale Vurchio – e cioè, cari cittadini se il vostro Comune, il vostro sindaco, la vostra giunta nell’ambito della loro funzione compiono atti illegittimi o fuori legge, non abbiate a dolervene, chiudete gli occhi e mettete a dormire la vostra coscienza e la vostra dignità di uomini che credono ancora alla democrazia e alla partecipazione”.

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