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Tarquinia, Pellicano: ''Il biometano è un combustibile di terza generazione''

Il consorzio Pellicano difende la bontà del progetto che intende realizzare in località Olivastro e replica a Silvia Blasi del Movimento cinque stelle

Il consorzio Pellicano difende la bontà del progetto che intende realizzare in località Olivastro e replica a Silvia Blasi del Movimento cinque stelle

TARQUINIA – La Conferenza dei servizi ha stabilito un termine perentorio di 90 giorni per il suo completamento, salvo integrazioni. Il Comune di Tarquinia ha ribadito la sua contrarietà alla realizzazione dell’impianto in località Olivastro. L’Arpa ha chiesto chiarimenti sui flussi e sulle dinamiche. Intanto, il consorzio Pellicano continua a difendere la bontà del suo progetto per un impianto che, tiene a sottolineare, «è a biometano e non a biogas, quindi un combustibile di terza generazione». Il Consorzio Pellicano risponde anche sul punto a quanto dichiarato dal consigliere regionale del M5S Silvia Blasi.

“In Italia, – ricordano dal Pellicano – e in particolare nel centro sud, il processo autorizzativo di infrastrutture ed impianti è sempre estremamente complesso. Gli enti locali si trovano ad affrontare problematiche di “consenso” sociale puntuale, di portatori di interessi, in contrasto con quelli della collettività, che fanno leva sulle paure della gente comune, creando allarmismi ammantati in posizioni pseudo ambientaliste. Eppure, il surplus dei rifiuti prodotti, per la carenza impiantistica, viene “esportato” non in paesi o territori da terzo mondo, bensì, proprio in quelli più progrediti, dove la lungimiranza degli amministratori locali ha consentito, nel massimo rispetto ambientale, la creazione di valore per il territorio e nel contempo di liberare risorse pubbliche prima destinate allo smaltimento dei rifiuti».

«La Regione Lazio – ricorda poi il Pellicano – in data 14.02.2017, dopo ben quattro anni dalla sua presentazione, si è pronunciata favorevolmente al progetto di ampliamento dell’attuale impianto di recupero di materie prime seconde già esistente in località Olivastro a Tarquinia. Il progetto, che originariamente prevedeva la realizzazione di una centrale per produrre energia elettrica usando il biogas, derivato dalla valorizzazione della frazione organica della raccolta differenziata, come combustibile, è stato poi convertito dalla Regione Lazio, concordemente al proponente, in un impianto che produce biometano. Questo biometano non viene bruciato in loco, bensì venduto o immesso in rete, di conseguenza, le sorgenti emissive sono state quasi completamente abbattute». «L’Istituto Superiore della Sanità – aggiunge Franco Caucci del Pellicano – ha espresso pare favorevole al progetto. Tale parere è stato richiesto, dal Comune di Tarquinia, quale ulteriore garanzia della salute pubblica, in quanto l’ISS è l’organo deputato per legge alla tutela della salute in ambito nazionale. Ricordiamo che tale parere non era necessario ai fini del rilascio dell’autorizzazione Via, ed il Comune di Tarquinia ha chiesto garanzie ben al di là di ciò che la legge invece impone. La Asl competente ha espresso parere favorevole in data 17/02/2014.L’Arpa Lazio in data 12/11/2013 esprime parere favorevole”.

E infine: «Sono consapevolmente false le affermazioni che ci siano: “(civili) abitazioni a distanza zero dal sito di realizzazione del progetto – conclude il Consorzio Pellicano – Altre abitazioni a distanza di poche decine di metri” La Blasi è a conoscenza di quanto sopra, in quanto le è già stato contestato che l’immobile che cerca di “spacciare” per abitazione è un ricovero diurno e la civile abitazione più vicina pertanto è a oltre 270 mt. dall’impianto (già oggetto di querela anche contro il geometra Angeletti per le false affermazioni)». «Ricordiamo poi alla Blasi – conclude – che Lei è un esponente di un movimento politico il cui programma a pagina sei recita “Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici”. L’impianto proposto è nettamente migliorativo sotto il profilo ambientale da quello proposto dal Suo Movimento».

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