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Arrestato a Roma il secondo evaso di Aurelia

Arrestato a Roma il secondo evaso di Aurelia

Marku Osvaldi è stato fermato questa sera nella capitale in zona Borghesiana dalla Polizia Penitenziaria. Lo ha tradito l'amore per una donna con cui aveva avuto una relazione in passato e dalla quale è tornato. Era scappato dal carcere di Civitavecchia il 30 luglio scorso, insieme al connazionale Luca Leke che però si fratturò i piedi e venne ripreso il giorno dopo

CIVITAVECCHIA – E’ stato arrestato questa sera intorno alle 21 a Roma, in zona Borghesiana, Marku Osvaldi, il 22enne albanese che lo scorso 30 luglio era evaso dal carcere di Borgata AUrelia. Dopo quasi 2 mesi in cui comunque erano proseguite le ricerche interforze, stasera a fermare il fuggitivo sono stati, nella capitale, agenti della Polizia Penitenziaria.

Come si ricorderà, Osvaldi riuscì ad evadere insieme al connazionale Luca Leke, 31enne, che però saltando da 4 metri di altezza si fratturò i calcagni, rimanendo bloccato in via Refici, ad Aurelia, dove venne trovato da un poliziotto 24 ore dopo. 

Di Osvaldi, detenuto per furto aggravato e ricettazione, invece si persero le tracce. E nonostante la pista “amorosa” che da subito potrò a concentrare le ricerche a Roma, l’uomo è riuscito a non farsi rintracciare per 55 giorni, fino all’arresto di questa sera.

Osvaldi in passato era evaso anche dall’istituto di custodia minorile di Bari. Gli agenti del Nic, il Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria lo hanno catturato dopo circa due mesi di appostamenti e attività tecniche nell’ambito dell’operazione denominata “Amorino” per il fatto che l’evaso dopo la fuga ha ripreso a frequentare una donna con cui aveva avuto una relazione in passato e che continuava a corteggiare, circostanza che lo ha tradito.

A coordinare le indagini il pm di Civitavecchia Alessandra D’Amore.

La Fns Cisl esprime grande soddisfazione per l’arresto di Marku Osvaldi. Il segretario generale aggiunto del Lazio, Massimo Costantino, nel sottolineare l’ottimo lavoro svolto dal personale del nucleo investigativo centrale dì polizia penitenziaria, sottolinea che finalmente il detenuto potrà scontare effettivamente la sua pena in carcere.

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