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Un nuovo concetto di famiglia nel film di Max Nardari

Un nuovo concetto di famiglia nel film di Max Nardari

Film festival. Parla il regista della pellicola vincitrice

SANTA MARINELLA – Max Nardari, laurea in lettere e filosofia all’Università di Bologna con una tesi su Pedro Almodóvar, regista del film “La mia famiglia a soqquadro”, presentato in anteprima mondiale al Festival Skip City International di Tokyo, in America al Bahamas International Film Festival classificandosi tra i quattro finalisti italiani, ha ottenuto il premio al Santa Marinella Film Festival. Come è nata l’idea del film? “L’idea del film che ho presentato con grande successo al festival di Santa Marinella – risponde Nardari – è molto originale. Racconta la storia di un bambino di undici anni che, entrando nel nuovo mondo delle scuole medie, si trova di fronte ad una realtà inaspettata, è l’unico della classe ad avere ancora i genitori insieme per cui si sente un diverso. Da qui scatta in lui l’idea diabolica di far separare i suoi genitori per diventare un bambino come tutti gli altri”. Nel cast ci sono Marco Cocci, Bianca Nappi, Gabriele Caprio, Ninni Bruschetta, Eleonora Giorgi, Luis Molteni. «Il film invita a riflettere sul nuovo concetto di famiglia – dice Nardari – avere una famiglia solida, basata sui valori tradizionali, non viene più vissuto come un plus valore ma come un disagio. L’obiettivo è far sorridere ma allo stesso tempo riflettere su una situazione sociale tipica dei nostri tempi e sul diverso modo che hanno gli adulti e gli adolescenti di interpretare le vicende della vita”.

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