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Sprar, Loddo chiede il consiglio

Sprar, Loddo chiede il consiglio

Secondo ‘‘Si Può Fare’’ il tema migranti non può prescindere dall’assise comunale. “Lasciati decorrere i tempi per il bando 2016/2017”

LADISPOLI – Un consiglio comunale per parlare del tema migranti e del progetto Sprar cui la vecchia amministrazione comunale aveva deciso di aderire, ma che l’attuale amministrazione ha invece ‘rinviato’ demandando la decisione alla massima assise cittadina.

La richiesta di indizione del consiglio comunale sulla questione migranti arriva dal consigliere comunale di Si può Fare, Giuseppe Loddo.

Il consigliere comunale, punta poi i riflettori anche sull’esito degli incontri intercorsi negli ultimi due anni tra amministrazioni del territorio e Prefettura di Roma.

Esito che “è stato quello di invitare i comuni ad esprimersi sulle modalità di gestione del fenomeno, aderendo al bando Sprar o subendo l’eventuale intervento d’imperio da parte degli organi superiori preposti alla sicurezza e alla collocazione dei migranti richiedenti asilo”.

Per quanto riguarda Ladispoli, “i termini del bando di adesione al progetto Sprar, impegnerebbero all’accoglienza di massimo 40 migranti richiedenti asilo, con esclusione di minori non accompagnati e diversamente abili, all’interno di un sistema controllato direttamente dall’Ente sia negli aspetti gestionali sia in quelli economici, grazie ai fondi messi a disposizione dal bando stesso e agli incentivi programmati per i comuni che sposano la strada dell’accoglienza volontaria”.

Ma di tutto questo, per Loddo, si deve parlare in consiglio comunale. Massima assise cittadina sul tema che peraltro, come ricorda proprio Loddo, l’amministrazione comunale aveva previsto di convocare per settembre. Ma “nonostante l’annuncio e le prese di posizione del Sindaco a mezzo stampa, ad oggi, l’amministrazione non ha aperto alcuna discussione sul tema, lasciando decorrere i tempi per la partecipazione al bando Sprar 2016/2017 e affidandosi a mere dichiarazioni a nostro avviso contraddittorie e parziali che, oltre ad ingenerare nella comunità una visione alterata e pattizia della situazione, non hanno portato, finora, allo svolgimento di un dibattito democratico e completo all’interno dell’Aula”. Da qui la richiesta di Si può fare di “affrontare il dibattito sul tema dell’accoglienza dei migranti richiedenti asilo all’interno della massima assise cittadina, calendarizzandolo con urgenza nei prossimi consigli”.

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