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La città perde la gestione delle terme

La città perde la gestione delle terme

Durissima lettera della soprintendenza che dà disdetta della convenzione del 1998: «Il Comune non è stato in grado di porre in atto una politica culturale adeguata e il sito versa in uno stato di degrado». La denuncia di Grasso all’aula Pucci: «Pesante bocciatura per l’amministrazione, si torna indietro di vent’anni, ci viene tolto il nostro più importante sito archeologico». Il sindaco alla sovrintendente Russo: «Giudizio frettoloso». Maggioranza senza numeri, salta il voto sul dup - Polemica Righetti-Riccetti VIDEO

CIVITAVECCHIA – Consiglio comunale saltato questa mattina all’aula Pucci. La massima assise doveva votare il documento unico di programmazione 2018-2020 ma la maggioranza non ha avuto i numeri per andare avanti per l’assenza di Rolando La Rosa. La delibera sarà discussa in seconda convocazione mercoledì prossimo, con il consiglio su Hcs che slitterà al 16 ottobre. In realtà il problema di Cozzolino è quello di avere una maggioranza ormai ridotta all’osso.

Oggi è stata invece votata all’unanimità la proposta di Daniele Perello della Svolta di cambiare in “corso Centumcellae” “corso Centocelle”, come auspicato da anni dallo storico locale Odoardo Toti.

La seduta si era aperta con un intervento durissimo del capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, che ha reso pubblica la lettera con cui la soprintendente Alfonsina Russo ha comunicato al Comune la disdetta della convenzione attraverso la quale da 20 anni il sito delle terme taurine era stato affidato in gestione al Comune di Civitavecchia. Una decisione clamorosa, comunicata a Palazzo del Pincio con una lettera del 14 settembre, venuta a galla durante il consiglio comunale di ieri mattina. La soprintendente Alfonsina Russo scrive che il monumento archeologico ormai «versa in uno stato di degrado e scarsa agibilità». Un «giudizio frettoloso», secondo il sindaco Cozzolino. «L’ennesimo fallimento della giunta grillina», secondo Grasso, ripreso poi anche da Marco Piendibene del Pd.

Andiamo con ordine. La lettera della Soprintendenza risale al 14 settembre e l’oggetto, come detto, è la gestione delle Terme Taurine, nello specifico in merito ai servizi di guardiania, manutenzione ordinaria, accompagnamento e informazione turistico-culturale.

«Nel corso del tempo – scrive la soprintendente Russo – la convenzione (stipulata il 15 aprile 1998 ndr) si è automaticamente più volte rinnovata e il Comune ha ritenuto di affidare alla Pro Loco lo svolgimento delle attività previste. Contemporaneamente, tuttavia, sono cambiate le esigenze e le modalità di comunicazione e di fruizione del patrimonio culturale, che richiedono ormai risposte efficaci e adeguate ai tempi, con un’offerta cultura più ampia e diversificata, che il Comune non è stato in grado di porre in atto per le Terme. Oltre al semplice servizio di apertura al pubblico con accompagnamento, per altro non specializzato, l’area archeologico non offre alcun supporto didattico, quali pannelli, audioguide e guide a stampa, non è stato inserito in circuiti o percorsi turistici, non ci sono attività di promozione, non ospita eventi culturali. Bisogna inoltre segnalare come siano stati sostanzialmente disattesi dal Comune gli obblighi previsti dalla convenzione all’articolo 4 per quanto riguarda le attività di manutenzione ordinaria del monumento, che ormai, a seguito di questo progressivo abbandono, versa in uno stato di degrado e scarsa agibilità». Una lettera durissima, che si conclude con la comunicazione da parte della Soprintendenza che la convenzione non sarà rinnovata ad aprile 2018.

A portare la questione al centro del dibattito è stato Massimiliano Grasso, che ieri mattina ha fatto un accesso agli atti, facendo notare «la strana coincidenza temporale che nel pomeriggio ha portato l’amministrazione comunale a dare comunicazione, dopo aver taciuto per due settimane, della disdetta, facendola passare quasi per una notizia positiva».

«In realtà, dopo 20 anni – attacca il capogruppo della Svolta – la convenzione, che è stata sempre rinnovata, finisce. Con una bocciatura per Cozzolino, e un enorme passo indietro per tutta la città, che non potrà più gestire il suo sito archeologico più importante. E non si cerchi di scaricare delle responsabilità sulla Pro Loco, visto che la lettera è chiarissima e chiama in causa direttamente il Comune e la sua (non) politica di attrazione e promozione dei beni culturali». Imbarazzante la risposta del sindaco Cozzolino che addirittura bacchetta la Soprintendenza: «La lettera forse è stata redatta in maniera frettolosa – afferma il sindaco – dov’è questo degrado se nel fine settimana alle Terme c’è una manifestazione (Terme in Fiore ndr)? Tranquillizzo la città di fronte al solito allarmismo dell’opposizione: le Terme non sono abbandonate». Intanto, però, il dato di fatto è quello denunciato da Grasso: se la Soprintendenza rimarrà sulla propria posizione, espressa in modo più che netto, la città dal prossimo aprile perderà di fatto la possibilità di gestire uno dei suoi beni culturali più preziosi.

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