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Stalker allontanato dalla ex

Stalker allontanato dalla ex

CRONACA. Nuovi particolari sulla vicenda giudiziaria dell’insegnante 52enne rinviato a giudizio immediato. Il processo il 27 novembre a Civitavecchia. L’accusa è di atti persecutori nei confronti della consorte e minacce aggravate ad un’amica della stessa, per questo il gip ha imposto il divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi da lei frequentati. Secondo l’accusa l’uomo ha intimato più volte: «La distruggo, gliela faccio pagare»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Nuovi sviluppi e particolari emergono sulla vicenda giudiziaria relativa all’insegnante F. R., di 52 anni di origine torinese ma trapiantato da tempo a Cerveteri, accusato di stalking nei confronti della ex moglie e di minacce aggravate ad un’amica della stessa.  
Come già annunciato su queste colonne, il gip Massimo Marasca del tribunale di Civitavecchia ha disposto il rinvio a giudizio immediato, accogliendo la richiesta del pm Allegra Migliorini. Il processo, avrà inizio il prossimo 27 novembre davanti al Tribunale di Civitavecchia. 
I fatti risalgono a qualche tempo fa, la scorsa primavera, quando la moglie dell’insegnante, ha deciso di troncare la relazione e avviare le pratiche per la separazione. Il marito, non accettando la fine del matrimonio e la conseguente separazione ha iniziato ad avere presunti comportamenti persecutori tanto che la moglie ha denunciato tutto ai Carabinieri. Le indagini avviate dalla Procura hanno portato al rinvio a giudizio dell’imputato con accuse pesanti e gravi. Il pm Migliorini ha ritenuto che l’imputato con minacce e molestie abbia cagionato alla moglie e all’amica della stessa  «un perdurante e grave stato di ansia, un fondato timore per la propria incolumità» inducendole «a modificare le proprie abitudini di vita».
Peraltro, il gip Marasca ha disposto  il divieto di avvicinamento all’ex consorte e ai luoghi frequentati dalla stessa.
All’uomo gli è stato contestato il reato di stalking perché, secondo le accuse, con condotte reiterate e consistenti avrebbe «inviato all’ex moglie numerosissimi messaggi sms e whatsapp minacciandola di ritorsioni nel caso in cui avesse mantenuto il proposito di proseguire nella separazione personale perché così facendo lo metteva in cattiva luce rispetto ai procedimenti che avrebbe pendenti avanti alla Procura di Torino per le molestie che, secondo l’accusa, avrebbe realizzato nei confronti delle sue alunne».
Sempre, secondo l’accusa, l’imputato inviava missive all’istituto scolastico dove lavora la moglie e si presentava lì personalmente «con lo scopo di screditarla, affermando che la stessa è vittima di circonvenzione di incapace da parte delle amiche che l’hanno allontanata da lui». Pertanto, intimava al dirigente di allontanarla «perché non adatta all’insegnamento» e addirittura chiedeva all’istituto di convincerla  a pagare le utenze domestiche e le spese condominiali dell’appartamento coniugale. Un altro punto contestato è che l’imputato contattava e avvicinava le amiche della moglie (ben quattro donne) nonché i mariti delle stesse (due uomini), recandosi anche sul posto di lavoro, dicendo loro che «stavano plagiando la moglie e minacciando di denunciarle per circonvenzione di incapace per averla allontanata da lui». Si recava persino dai datori di lavoro delle stesse con l’obiettivo di screditarle. 
Infine, contattava i genitori e il fratello della ex consorte diffamandola e dicendo loro che è un’incapace e rivolgendo loro frasi minacciose, quali «tua figlia la distruggo» e avvertendoli che «gliela farà pagare».
Altro reato contestato è la minaccia aggravata nei confronti dell’amica della moglie.
Ebbene, l’imputato si è recato presso la sede centrale di una nota società immobiliare, per chiedere informazioni della donna che lavora in una filiale e «adombrando responsabilità penali della donna, con riferimenti a “carte del Tribunale” che sarebbero in suo possesso». 
Avvicinava gli amici della donna «dicendo loro che lei faceva parte di una setta responsabile anche di aver determinato la rottura del rapporto sentimentale con la moglie». 
Infine, si è recato dal marito della donna, diffamandola e insinuando anche «una relazione sessuale fra le due». 
Sarà il processo ad approfondire la vicenda e ad appurare eventuali responsabilità.

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