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In stato di agitazione i lavoratori della Camassambiente

In stato di agitazione i lavoratori della Camassambiente

LA NOTIZIA. Si chiede il blocco degli straordinari; garantito il servizio minimo. Fanelli (Cgil): «Chiesto un incontro tra le aziende dell’Ati e l’amministrazione comunale per trovare presto una soluzione condivisa»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non conosce pace il servizio per la raccolta dei rifiuti. Nonostante tutte le parti si siano adoperate al meglio per mettere a regime un servizio complesso, in un territorio dalla logistica quantomeno complicata, un servizio sviluppato su un progetto redatto da una azienda specializzata che si è rivelato comunque lacunoso. Ci sono infatti certi aspetti essenziali che possono aver indotto in errore l’amministrazione che ha sottoscritto un contratto di servizio con l’azienda che si è aggiudicata l’appalto meticoloso e preciso nella spiegazione delle incombenze  e di quanto e cosa l’azienda doveva dare e fare. 
Nonostante tutto però, la medesima risponde offrendo tutto al minimo previsto anche se nel contratto è specificato che comunque bisogna impiegare quanto necessario di risorse umane e di mezzi strumentali, per garantire gli standard previsti. Sarà che l’errore, o uno degli errori derivi per esempio dal fatto che nel capitolato sono state indicate sedicimila utenze da soddisfare, quando in pratica poi sembrerebbe ne siano state rilevate ventiquattromila? Sarà forse che il primo numero sia stato rilevato tenendo presente i numeri civici non calcolando il numero dei condomini contenuto in ognuno di essi? C’è da dire anche che la procedura interdittiva antimafia che interessa l’azienda Camassambiente, capofila dell’Ati con la ASV e le conseguenze note che l’anno portata ad un “commissariamento”, hanno rallentato di molto la volontà gestionale della stessa anche in termini di investimenti in mezzi ed in uomini ed ecco  comparire uno stato di  agitazione dei lavoratori, sostanzialmente critici nel modo in cui è organizzato il lavoro che lascia aperte grosse falle per quanto riguarda  riuscire a completare i percorsi nell’orario di lavoro senza dover ricorrere all’utilizzo spropositato di straordinari, dei quali è stato chiesto il blocco. I disservizi che si creano porta a due logiche conclusioni: o il personale impiegato è insufficiente, o manca una organizzazione verticale di controllo  dei servizi, e questo è un problema che riguarda esclusivamente l’azienda. Il sindacato, dal canto suo attraverso Franco Panelli, responsabile della funzione pubblica Cgil, che segue i lavoratori e le vicende di Cerveteri,  dichiara: «Intanto è nostra intenzione, in questo contesto, mettere di fronte l’Amministrazione e le due società, ed abbiamo chiesto un incontro in tal senso, perché vedo un’azienda, la Camassa che arranca, una società che vorrebbe fare di più, la Asv che non è capofila, e un’amministrazione, su questo  aspetto, un po’ distratta. Lo stato di agitazione, indetto a tutela dei lavoratori, che comunque garantisce il servizio minimo, non inficia assolutamente la volontà di voler trovare in tempi rapidi una soluzione condivisa al problema sia delle risorse umane che dei mezzi».

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