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Tentato stupro: un arresto dei Carabinieri a Santa Marinella

Tentato stupro: un arresto dei Carabinieri a Santa Marinella

I carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato un settantenne residente a Santa Marinella già gravato da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla moglie e alla figlia per violenze e maltrattamenti La misura cautelare è scattata dopo la denuncia per molestie sessuali da parte della domestica in servizio presso la sua abitazione VIDEO

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – E’ stato tratto in arresto l’altra mattina, proprio mentre stava uscendo da casa, un anziano residente settantenne nativo di Pomezia, accusato dei reati di violenza domestica, maltrattamenti e tentativo di stupro.

L’uomo era già sottoposto ad una misura restrittiva emessa dal giudice di avvicinamento alla moglie e alla figlia per molestie sessuale e maltrattamenti. Moglie e figlie, dopo le ripetute azioni violente, hanno deciso di allontanarsi dalla casa di residenza.

Da mesi, comunque, il settantenne era sotto controllo da parte dei Carabinieri e cioè da quando una ragazza, che prestava servizio come addetta alle pulizie nella sua abitazione, aveva presentato una denuncia per molestie sessuali ripetute e tentativo di stupro. Da quel momento sono iniziate meticolose indagini da parte dei militari, che hanno costantemente monitorato il settantenne nei suoi movimenti giornalieri, soprattutto per garantire l’incolumità della giovane.

Una volta avuti i riscontri, il capitano Marco Belilli e i suoi uomini sono passati all’azione e l’altra mattina, intorno alle 8, proprio nel momento in cui è uscito di casa, è stato ammanettato e portato, prima nella caserma cittadina per gli accertamenti di rito, e poi associato nel carcere di Civitavecchia.

Il giudice infatti, su richiesta dei Carabinieri, ha aggravato la misura cautelare in cui era sottoposto, mandandolo in carcere.

Per le tre donne, dunque, si conclude una vicenda che ha lasciato segni profondi nelle loro vite. La moglie e la figlia del pensionato, considerato il suo comportamento violento, avevano già deciso di andarsene e grazie ad un provvedimento del giudice, l’uomo non poteva avvicinarsi a loro.

Considerato che questo ha poi continuato a reiterare i reati di violenza con un tentativo di stupro nei confronti della giovane donna che prestava servizio nella sua abitazione, il magistrato ha deciso di inasprire la pena, decidendo per lui la detenzione in carcere.

Sottoposto ad un primo interrogatorio, il settantenne ha negato ogni addebito, rappresentando ragioni che poco hanno convinto gli inquirenti.

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