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Privilege Yard, il giudice decide sulla ricusazione della curatrice fallimentare

Privilege Yard, il giudice decide sulla ricusazione della curatrice fallimentare

Domani mattina gli avvocati dei fornitori esporranno le loro ragioni al magistrato chiedendo la sostituzione di Daniela De Rosa, per quella che definiscono una condotta "distante dagli interessi dei piccoli e medi creditori" a vantaggio delle banche

CIVITAVECCHIA – Domani mattina il giudice fallimentare del Tribunale di Civitavecchia, dottor Giuseppe Bianchi sentirà la curatrice fallimentare della Privilege Yard Daniela De Rosa e gli avvocati dei creditori che ne hanno chiesto la ricusazione della prima per aver tenuto una condotta, secondo loro, distante dagli interessi dei piccoli e medi creditori. 

Secondo alcuni creditori, infatti la curatrice e i suoi consulenti avrebbero commesso degli errori macroscopici, che saranno dimostrati al giudice – documenti alla mano – nell’incontro di domani.

Nei giorni scorsi, la curatrice aveva annunciato che i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della Privilege Yard potrebbero essere chiamati direttamente a rispondere dei debiti accumulati dall’azienda nei confronti dei creditori non chirografari, ufficializzando l’azione di responsabilità avviata nei confronti della società da parte dei piccoli creditori.

Si tratta di fornitori e lavoratori che non riceveranno nulla dalla possibile vendita dello scafo P430, prenotata nel corso della quarta asta fallimentare da una società maltese e i cui proventi andranno esclusivamente agli istituti di credito. 

Le banche rappresentano, infatti, i cosiddetti creditori privilegiati e a loro, che nel corso degli anni hanno anticipato somme ingentissime alla società che gestiva il cantiere navale per la costruzione dei mega yacht, andrà tutto quanto sarà ricavato dalle vendite fallimentari. Quindi le banche prenderebbero non solo i proventi della vendita dello scafo, ma anche quelli della eventuale vendita del cantiere, per la quale non sono mai pervenute offerte e che si avvia alla quinta asta. 

Dalle carte dell’inchiesta penale, arrivata alla chiusura delle indagini preliminari, continuano comunque ad emergere particolari che probabilmente andranno ad incidere anche sul fallimento, come dimostra la richiesta di ricusazione della curatrice avanzata da alcuni creditori.

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