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In un vecchio fax lo sfogo della Argento

Nel 1997 raccontò a un’amica  le violenze di Weinstein  

Nel 1997 raccontò a un’amica  le violenze di Weinstein  

Nei giorni scorsi Asia Argento è stata presa di mira sui social. I leoni da tastiera l’hanno insultata solo perché, come altre dive, ha scelto di uscire dal silenzio e denunciare le molestie subite da Harvey Weinstein, quando, appena 20enne, fu costretta a subire un rapporto orale. In realtà, il racconto delle violenze consumate in una stanza d’albergo a Cannes, Asia lo aveva affidato parecchi anni prima a Daniela Fedi, giornalista del ‘‘Giornale’’, che ha ricordato l’episodio sulle colonne del quotidiano.
E’ il 1997 quando, poco prima di partire per la Croisette, la figlia del signore dell’horror invia un fax all’amica giornalista: «Stasera c’era un festone per il capo della Miramax, mr Weinstein, che è a Roma, ma io non ci sono andata – scrive Asia – Certo, è il mio boss, e allora? È un cicciabomba butterato. Ha una lingua lunga tre metri e me la vuole sempre infilare al caldo».
Dopo quella sera, Asia fa le valigie per Cannes. Calato il sipario sul Festival, però, la figlia di Dario Argento non è più la stessa. «Era depressa – scrive la giornalista – non era più la simpatica guascona che mi sarebbe piaciuto avere come figlia». 
Una notte, Asia chiama l’amica per confidarsi e raccontarle cosa le è successo sulla Costa Azzurra. «Quel ciccione schifoso è così potente che la passerebbe liscia. A Monica Levinsky credono solo perché ha tenuto via il vestito». (Adnkronos)

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