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Ladispoli dice no allo Sprar

Giovedì sera acceso consiglio comunale sull’accoglienza migranti Grando: «Il nostro Comune non ha le risorse necessarie per accogliere»

Giovedì sera acceso consiglio comunale sull’accoglienza migranti Grando: «Il nostro Comune non ha le risorse necessarie per accogliere»

LADISPOLI – Ladispoli ha detto no allo Sprar.

Al termine del consiglio comunale che si è tenuto giovedì sera con 15 voti favorevoli e 4 contrari la massima assise ha ribadito la sua posizione contraria al sistema di protezione di accoglienza migranti.

Acceso il dibattito nell’aula Ceraolo, fortemente voluto dal consigliere Giuseppe Loddo, dove i consiglieri di maggioranza e minoranza si sono scontrati tra botta e risposta e frecciatine neanche troppo velate.

L’amministrazione Grando ha duramente affermato la propria volontà di non voler dire sì al sistema, “una scelta politica” ha detto Quintavalle, ma anche scelta motivata da problematiche economiche e di gestione delle povertà della città.

A nulla sono valsi gli appelli del M5S, che ha invocato l’umanità – Ida Rossi – e l’incapacità di gestione del fenomeno – Pizzuti Piccoli.

Appelli anche da Loddo, Ascani e Forchetta che hanno chiesto un tavolo di confronto e interventi per la città con i fondi ricavati dallo Sprar.

«Come annunciato in campagna elettorale abbiamo lasciato che sullo Sprar, diversamente da quanto fatto dal precedente Sindaco, si pronunciasse la massima assise cittadina, ossia il Consiglio Comunale che rappresenta di fatto la Città intera. Decisioni simili sono sempre complicate ma l’Amministrazione comunale ha delle responsabilità importanti nei confronti dei cittadini di Ladispoli che si aspettavano una risposta forte e chiara su questo tema». Le parole sono del sindaco Alessandro Grando che ha commentato l’esito del Consiglio comunale di ieri sera in cui è stata respinta la proposta di adesione del comune di Ladispoli al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

«Abbiamo ribadito nel corso della seduta – prosegue Grando – come Ladispoli da oltre venti anni abbia già adottato il sistema di accoglienza dei cittadini stranieri, ancora prima che altri si accorgessero del problema. La nostra città ospita circa 60 etnie differenti che si sono integrate nel tessuto sociale, nella scuola e nel mondo del lavoro. Persone che i Servizi sociali del comune sostengono allo stesso modo dei cittadini italiani. Il nostro Comune, infatti, non dispone delle risorse necessarie a sostenere i nostri servizi sociali, malgrado gli sforzi sin qui fatti dalla nostra Amministrazione la quale, proprio in questi giorni, ha destinato 400mila euro per l’assistenza ai meno abbienti così da non lasciar indietro nessuno.

In questa situazione, come meglio specificato dall’assessore ai Servizi sociali, Lucia Cordeschi, sarebbe stato impensabile occuparsi dei richiedenti asilo in maniera dignitosa, così come previsto dalle stesse linee guida ministeriali. Ladispoli è sempre stata la città dell’accoglienza e continuerà ad esserlo ma non permettiamo a nessuno di accusarci di intolleranza e xenofobia: abbiamo il dovere di garantire il diritto ad una esistenza dignitosa a tutti, a patto che la città abbia la forza e l’energia per concederlo.

Annuncio in questa sede che invierò una lettera al Prefetto di Roma chiedendo che i fondi che sarebbero stati versati al nostro Comune nel caso avessimo aderito allo Sprar, siano erogati ugualmente a Ladispoli per essere destinati alle politiche sociali ed in favore dei cittadini di Ladispoli, senza distinzione di razza e di religione, che già oggi vivono in una situazione di grave disagio e che ogni giorno chiedono alla Amministrazione un’assistenza che non è possibile soddisfare».

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