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Da maggio senz'acqua, famiglie sul piede di guerra a piazzale Torraca

Da maggio senz'acqua, famiglie sul piede di guerra a piazzale Torraca

Lo sfogo di Michela Renatti: "Da quasi 7 mesi non campiamo più: in estate siamo dovuti andare via da casa, perché non potevamo neppure lavarci. Il Comune deve fare il suo dovere, altrimenti se l'amministrazione non è in grado di garantire un diritto sacrosanto di ogni famiglia, lasci stare e si dimetta" - VIDEO

CIVITAVECCHIA – Dal mese di maggio con l’acqua a singhiozzo. È la assurda situazione che stanno vivendo molte famiglie di Piazzale Torraca, soprattutto quelle che si trovano ai piani alti dei palazzi che insistono sulla zona. Rubinetti a secco che creano notevoli disagi, perché il flusso idrico arriva ad intermittenza senza seguire nessuna regola e con orari ogni giorno diversi.

“Noi al quarto piano siamo senz’acqua già da fine aprile”, dice Michela Renatti, casalinga con quattro figli, è esasperata e ha deciso di raccontare la sua situazione, nella speranza che il suo grido d’aiuto venga finalmente accolto e che si possa trovare una soluzione definitiva ad un problema che non ha mai abbandonato l’area.

“L’acqua viene soltanto per poche ore – continua Renatti – e non sappiamo mai quando. Inoltre quando c’è non ha abbastanza pressione per far funzionare la caldaia. Siamo stanchi. Sono costretta tutti i giorni a comprare acqua per lavare i miei tre bambini più piccoli per lavarli e mandarli a scuola dignitosamente». La donna avrebbe chiesto delucidazioni riguardo la mancanza d’acqua, sentendosi rispondere che non è possibile aumentare la pressione perché altrimenti salterebbero le tubature. Un problema che sembrerebbe noto, quindi.

“È un problema che va risolto – dice Renatti – siamo vittime del menefreghismo più totale. Inoltre, non essendo sufficiente la pressione – evidenzia – dobbiamo impostare la caldaia sull’acqua fredda, quando c’è. Sono costretta a fare le lavatrici quando viene quel poco d’acqua al giorno e le bollette sono aumentate”.

Un disagio quotidiano che si ripete da mesi. La donna e la sua famiglia sono costretti a comprare bottiglie su bottiglie d’acqua per limitare i disagi, ma non basta e la donna è stanca: «Si faccia qualcosa – conclude Renatti – non è più possibile andare avanti così, la scorsa estate siamo stati costretti ad andare via da casa per quasi 3 mesi. Il Comune ha il dovere di intervenire, se il Sindaco non è in grado di risolvere un problema come questo, lasci stare e se ne vada». 

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