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Trasversale Orte Civitavecchia, i comitati: ''Una strada possibile per la tutela ambientale''

Trasversale Orte Civitavecchia, i comitati: ''Una strada possibile per la tutela ambientale''

Italia Nostra sezione Etruria e il Comitato per il diritto alla Mobilità hanno organizzato un incontro per venerdì alle 17 a Tarquinia. Fari puntati sul progetto dell’Anas nella Valle del Mignone «Bisogna ri-portare il "dibattito pubblico" sul tema delle grandi opere»

TARQUINIA – Bisogna rilanciare il tema della tutela ambientale. E’ il grido dei comitati che tornano a parlare della trasversale Orte-Civitavecchia. E’ infatti previsto per venerdì, alle 17, un incontro pubblico sul tema della SS 675 Orte – Civitavecchia dal titolo: “Quale strada possibile”. Il convegno è organizzato dalla sezione “Etruria” dell’ Associazione Nazionale Italia Nostra onlus e dal Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia. Presso la ex Sala Capitolare degli Agostiniani di San Marco, barriera, San Giusto, a Tarquinia interverranno il presidente di Italia Nostra Lazio Ebe Giacometti, la Deputata Federica Daga e Daniele Natili del Gruppo d’intervento giuridico onlus. Interverranno inoltre associazioni e Comitati. L’incontro proseguirà alle 19 con un dibattito pubblico. Moderatore dell’incontro: Nicola Buonaiuto. Sono stati invitati all’evento il Sindaco di Tarquinia, Pietro Mencarini e i consiglieri e gli assessori del Comune di Tarquinia. «Lo scopo dell’incontro – spiegano i comitati – è quello di ri-portare il “dibattito pubblico” sul tema delle grandi opere, in questo caso sul progetto a cura di Anas spa, per il completamento della trasversale Orte – Civitavecchia, nella Valle del Mignone. Quale strada possibile per la tutela del territorio? Fondamentale per noi rilanciare il tema della tutela ambientale e della biodiversità, perché la valle del Mignone rappresenta uno dei tanti tasselli che, in un quadro globale, concorrono alla conservazione della Terra. Peccato però che il governo voglia andare avanti con il progetto Anas, bocciato ben due volte dalla CTvia, con un giudizio tecnico negativo». «Ora cosa succederà? – domandano gli ambientalisti – La politica vorrà forzare la mano oltre ogni ragionevole buon senso? Anche contro ogni evidenza tecnico scientifica rilevata non da pareri di parte (per quanto legittimi) ma dal massimo organismo tecnico nazionale chiamato da precise normative alla valutazione della compatibilità ambientale delle grandi opere? Il nuovo parere della CTVIA, infatti, non ribadisce semplicemente il no ma, come importantissimo elemento di novità, afferma che “gli impatti non possono essere né mitigati né compensati, nemmeno tramite le più severe, stringenti e costose prescrizioni ambientali”». Durante l’incontro pubblico sarà proiettato un breve video che, assicurano gli ambientalisti, «metterà in discussione la scelta del tracciato verde nella Valle del Mignone e la sua supposta economicità, come elemento prevalente di tale scelta. La questione costi ha infatti rappresentato, in passato, la leva per proporre nella valle del Mignone un tracciato, appunto, meno costoso (cosiddetto “low cost”). Anche su questo la Commissione, invece, spiega, che ad oggi non è possibile valutare in modo adeguato “né il costo definitivo né i tempi di realizzazione del tracciato “verde” […] in particolare anche per gli oneri imposti dal non rispetto delle direttive europee a tutela delle aree “Natura 2000”.

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