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Bagnano lascia il consiglio comunale

Bagnano lascia il consiglio comunale

Oggi le dimissioni tanto attese dal cerchio magico: al suo posto Lau o Cardinale. Con lei se ne va dai banchi della Pucci l’ultimo pezzo di fede grillina  

CIVITAVECCHIA – Alla fine ha ceduto. Oggi pomeriggio Raffaella Bagnano ha concluso la sua esperienza politica a Civitavecchia, rassegnando le sue dimissioni da consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

Una di quelle che ci credeva davvero, il cerchio magico di Cozzolino, lontanissimo dai principi di Grillo come ha dimostrato in questi anni, ascoltando i suoi interventi in consiglio l’ha paragonata più volte in passato alla senatrice M5S Paola Tavenna, se non altro per il fervore intercettato ogni volta nelle sue esposizioni pubbliche. Poi, però, i suoi distinguo, il suo modo di difendere quello in cui crede prescindendo dal ‘‘pensiero unico’’, hanno messo in moto nella sua stessa maggioranza la macchina del fango: Raffaella Bagnano andava fatta fuori. Insulti sessisti nelle riunioni di maggioranza, pressioni politiche, tentativi di inventare cose mai accadute e di colpirla prima col gossip, poi con fatti personali di dubbia consistenza.

Raffaella Bagnano non ha mai mollato, preferendo a una lotta improduttiva contro i mulini a vento, un distacco dalla politica locale per motivi di lavoro. Neppure questo ha fermato la ferocia del cerchio magico, che per oltre un anno ha lavorato di fino allo scopo di farla dimettere da consigliere comunale, in maniera da poter così avere tra i banchi dell’aula Pucci la fedelissima Rosanna Lau, o in alternativa il secondo dei non eletti Salvatore Cardinale. Ieri l’epilogo: Raffaella Bagnano ha messo definitivamente una pietra su un’esperienza politica che si è rivelata fallimentare per l’intera città.  Il cerchio magico gioisce, ma la situazione è tragica.

Quando Cozzolino è stato eletto aveva una maggioranza bulgara, ma il suo modo di essere e l’incapacità di chi lo circonda sono riusciti a ingessare e mettere con le spalle al muro anche una corazzata. Ora la maggioranza grillina sembrerebbe rafforzata, ma i retroscena sono ancora tutti da gustare, in un clima perenne di giustizialismo e risultati inesistenti. 

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