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Riunione politica in Comune: polemica tra Catini e Ranucci

Riunione politica in Comune: polemica tra Catini e Ranucci

Si scatena la polemica politica dopo il post pubblicato su Facebook da parte del vicesindaco. L'ex assessore chiede spiegazioni e si dice indignato

TARQUINIA – Una vera e propria bufera si è scatenata giovedì dopo il post pubblicato su Facebook dal vicesindaco Manuel Catini. Un’immagine che lo ritrae in compagnia dei componenti del gruppo ‘‘Rinnova’’ all’interno della sua stanza nel palazzo comunale.

A stigmatizzare il post, l’avversario di sempre, l’ex candidato sindaco Anselmo Ranucci (Pd) che si è detto indignato di fronte all’utilizzo improprio delle sale del palazzo comunale per scopi politici.

«Mi stanno arrivando decine e decine di segnalazioni di protesta e indignazione – scrive Ranucci sulla sua bacheca Facebook – su questa foto alquanto goliardica e poco istituzionale. Visto che non si vede bene se sono locali comunali o una sede di partito, invito l’assessore Catini a far subito chiarezza. Perché, se così non fosse, sarebbe veramente poco istituzionale, politicamente scorretto e molto grave». La circostanza rischia di ingigantirsi con le dichiarazioni dello stesso Ranucci che invita Catini a fare «le riunioni politiche nella sede di partito, anziché far pagare l’elettricità a tutti i cittadini di Tarquinia».

E con l’annuncio di una valutazione in corso con gli avvocati per verificare se la vicenda possa prevedere gli estremi per una denuncia. Innocuo, per la verità, il post di “Rinnova’’: «Rinnova è questo e tanto altro, con lo sguardo sempre dritto al futuro. Continuiamo Insieme per Tarquinia».

Fiumi di commenti, però, riempiono il post social di Ranucci e la polemica è servita. L’indignazione, rimarca però qualcuno, appare quantomeno eccessiva vista anche la giustificazione dello stesso Catini: «Siamo persone di Tarquinia che parlano del futuro di Tarquinia, riunitesi lì per la momentanea impossibilità di riunirsi nella sede di Rinnova, in via delle Torri».

Indiscutibile il fatto che si tratta di una questione di forma, ma trasformalo in un caso da denuncia appare eccessivo. Intanto, il sindaco Pietro Mencarini, a scanso di equivoci, ha redatto un ordine di servizio diramato a tutti i consiglieri, assessori e al vicesindaco, per rimarcare che «nessuno, sindaco incluso, può utilizzare le sale del palazzo comunale per attività non istituzionali».

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