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Hcs, il giorno del giudizio

Hcs, il giorno del giudizio

Il Tribunale di Civitavecchia chiamato a decidere sulla dichiarazione di fallimento per le municipalizzate del Comune, dopo la mancata approvazione dei concordati preventivi ed in pendenza dell'istanza della Mad. Nonostante tutto il Sindaco Cozzolino continuna a parlare della possibilità di una nuova proposta da avanzare ai creditori

CIVITAVECCHIA – Per Hcs, Città Pulita, Argo e Ippocrate, ed in definitiva per la stessa newco, CSP, quello di oggi è il giorno del giudizio. Il Tribunale fallimentare dovrà infatti decidere del destino delle municipalizzate del Comune di Civitavecchia. Un destino che, nonostante quanto continui a ripetere il Sindaco Cozzolino (che anche in Consiglio Comunale ha dichiarato che il Pincio in qualità di socio unico, e quindi di rappresentante del debitore Hcs, presenterà una nuova proposta di concordato, peraltro non prevista dalla legge fallimentare) appare segnato dopo la mancata approvazione dei 4 concordati ed in particolare di quello di Hcs, su cui pendeva anche l’istanza di fallimento della Mad ‘‘congelata’’ in attesa dell’esito della procedura di concordato.
Ai sensi di legge, non essendo stata raggiunta la maggioranza dei creditori necessaria ad approvare il concordato stesso, come previsto dall’articolo 179 della legge fallimentare, il Tribunale oggi stesso dovrebbe procedere ad emettere decreto di inammissibilità, non reclamabile, ai sensi dell’articolo 162 della legge stessa.
La pendenza di domanda di concordato preventivo, infatti impedisce temporaneamente la dichiarazione di fallimento sino appunto al decreto di inammissibilità (art. 162 L.F.) in questo caso conseguente alla  mancata approvazione da parte dell’adunanza dei creditori (art. 179 L.F.).
Il Tribunale quindi, su istanza del creditore (in questo caso la Mad) o del Pubblico Ministero (o di entrambi) dichiara il fallimento della società.
Non si vede a questo punto dove, ai sensi della legge, potrebbe insinuarsi la nuova domanda di Cozzolino e forse Savignani (sempre che ancora si occupi della vicenda, dopo essersi dimesso, lavandosene le mani, il giorno dopo la delibera sul passaggio dei servizi a Csp, con il voto e la presenza determinante del consigliere in odore di conflitto di interesse Righetti, su cui l’allora presidente del Consiglio Riccetti ha scritto esponendo quanto avvenuto alla Prefettura, all’Anticorruzione ed alla Procura della Repubblica). Anche perché nel frattempo il Comune ha svuotato Hcs dei servizi pubblici locali e quindi della capacità di produrre ricavi atti eventualmente a soddisfare i creditori, mentre il socio unico Comune di Civitavecchia non si vede come e dove potrebbe reperire ulteriore finanza esterna oltre ai 10 milioni in 5 anni già inseriti nella proposta bocciata dai creditori.
Dunque, la dichiarazione di fallimento, come più volte  scritto, documenti e legge alla mano, sembra ineludibile, al di là delle chiacchiere o dei falsi proclami di Cozzolino, che dal primo momento ha cercato di illudere cittadini e dipendenti delle aziende comunali, assumendosi anche la responsabilità di far sostenere alle società ed al Comune stesso ulteriori costi, per consulenze, liquidatori e procedure di concordato, oltre alla costituzione e all’avvio della gestione della Csp che rischia seriamente di dovere essere messa in liquidazione già di qui a pochi mesi.
La storia delle illusioni e delle false promesse di Cozzolino e Savignani iniziò poco dopo il loro insediamento a palazzo del Pincio. Prima con le famigerate slides dell’assessore, che tutto chiarivano (all’epoca si parlò di affitto di rami di azienda con cui pagare i debiti della Hcs ‘‘bad company” da parte della newco, tranne dove e come trovare soldi freschi per evitare la vendita delle aziende e di dover procedere con il taglio dei circa 50 esuberi nel frattempo riconosciuti anche di fronte ai sindacati.
Dopo 3 anni di spocchia del liquidatore Micchi, lautamente pagato con i soldi dei cttadini, elaborazioni di piani, presentazione di concordati in bianco, spese di procedure lievitate ben oltre il milione di euro, allarmi lanciati dall’opposizione, sempre tacciata di parlare a vanvera da Cozzolino e i 5Stelle, lo scorso settembre, i quattro concordati delle società comunali (HCS, Città Pulita, Argo e Ippocrate) vengono tutti (e si legga, tutti) bocciati. Addirittura i soliti ben informati riportano che una società non ha avuto, su 93 creditori, neanche un voto favorevole. Insomma un record negativo che mai si era registrato al Tribunale di Civitavecchia. Roba da medaglia d’oro. L’assessore Savignani, però, è soddisfatto del proprio lavoro ed abbandona improvvisamente. Lui il suo lavoro lo svolto benissimo e lo ha finito, deve dedicarsi alla professione che ha trascurato. I delegati del Sindaco lo ringraziano pubblicamente: «nessuno era riuscito in quello in cui è riuscito Savignani», scrivono su facebook. E non hanno tutti i torti … il disastro, come detto, è unico nella storia cittadina. Nonostante tutto, Micchi e Cozzolino sono ancora spavaldi. Il Sindaco dice che sarà formulata un’altra proposta di concordato che accontenterà i creditori. Ammesso che si possa fare (la Legge, che, è bene ricordarlo, tutela in primis gli interessi dei creditori, non lo prevede, ndr), ammesso che (non si sa dove) si trovino le risorse necessarie per evitare una nuova bocciatura, ci si chiede perché non sia allora stato fatto prima, nei tre anni e mezzo di tempo che ha avuto.

Le chiacchiere, però, oggi finiranno, con la parola che ora passa definitivamente al Tribunale.

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