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Violenza sulle donne: vittime anche i bambini

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Oggi, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è necessario una presa d’atto sulla condizione dei bambini e delle bambine testimoni di violenze all’interno della famiglia. Connessa generalmente alla violenza sulle madri è, infatti, la “violenza assistita”, che ha gli stessi effetti sulla salute dei minori del maltrattamento diretto, ma che è spesso ignorata o sottovalutata dagli esperti del settore. Quel che spesso manca è una rilevazione precoce delle situazioni di violenza e la tendenza da parte degli operatori (servizi sociali, giustizia, forze di polizia etc.) a confondere fra violenza assistita e alta conflittualità nella coppia, che porta ad individuare soluzioni non sempre a tutela dei minori al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli con gravi danni nei confronti delle donne costrette a procedimenti di mediazione familiare. Va detto che a livello giuridico la violenza assistita nei confronti dei minorenni non è considerata un reato e tale carenza determina un vulnus nella tutela delle donne vittime di violenza e dell’interesse superiore della persona di minore età. Nonostante la ratifica della Convenzione di Istanbul a livello legislativo non sono state recepite alcune disposizioni della Convenzione quali custodia dei figli, diritti di visita e sicurezza, divieto di metodi alternativi di risoluzione dei conflitti. Innanzitutto l’assenza di norme che impediscano di applicare l’affidamento condiviso e di escludere la mediazione in caso di violenza, espone le donne ad ulteriori violenze dopo la separazione a discapito della sicurezza della stessa vittima e dei figli. Donne costrette a incontrare partner violenti e a condividere con loro le decisioni sui figli. Bambini, testimoni obbligati e passivi delle violenze sulle loro madri, che temono i padri, che hanno sentimenti giustificati di ripulsa nei loro confronti e che chiedono alle madri di essere tutelati. Altra piega la sindrome di alienazione genitoriale (PAS), ancora oggi troppo spesso invocata da parte degli assistenti dei servizi sociali e nelle aule giudiziarie da parte dei consulenti, a discapito dei diritti del minore vittima di violenza assistita e della donna vittima. Infine lo scarso utilizzo degli ordini di allontanamento in sede civile del padre violento denota una mancanza di attenzione alle conseguenze della violenza assistita sul minorenne che dovrebbe essere oggetto di più attenzione da parte degli operatori che si occupano di tutela. La convenzione ha introdotto una specificazione importante riguardo ai diritti e i bisogni dei bambini testimoni di ogni forma di violenza (articolo 26), e il collegamento diretto tra violenza “assistita” e violenza di genere, dovrebbe essere tenuto in debita considerazione tenuto presente che una donna su tre subisce violenza.

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