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Agraria Tarquinia, il centrodestra: "Mazzola un arrogante"

TARQUINIA – Il centrodestra boccia in toto l’uscita di Mazzola & Co. In merito alle elezioni all’Università Agraria di Tarquinia.  “Non comprendiamo con quale autorità il signor Mazzola lanci un appello ai presidenti dei seggi elettorali per le elezioni dell’Università Agraria del prossimo 10 dicembre – tuonano gli esponenti del centrodestra in corsa a sostegno del candidato presidente Sergio Borzacchi – invitandoli a non far votare i cittadini”.

“La situazione che si è venuta a creare con la presenza di un solo candidato alla presidenza dell’Ente non può dare la certezza che i votanti non superino il 50 per cento più un voto degli aventi diritto e comunque non si può affermare a priori che le elezioni non saranno convalidate – affermano gli esponenti delle tre liste ‘’Rinnova’’, Idea Sviluppo’’ e lista Sergio Borzacchi presidente all’unisono con il candidato alla poltrona più alta di via Garibaldi – Crediamo che chiedere di non far partecipare i cittadini al voto sia un atto di arroganza ed un tentativo di recuperare agli errori della segreteria politica del suo partito che non è stata capace di presentare una propria proposta, contrariamente a chi, come noi, ha accolto la proclamazione con serietà e responsabilità verso un Ente che è stato lasciato allo sbando proprio dai colleghi di partito di Mazzola”.

“Noi, – tuonano dal centrodestra – contrariamente all’ex Sindaco, invitiamo invece tutti i cittadini di Tarquinia a partecipare alla consultazione elettorale, perché siamo convinti che la nostra proposta possa dare nuova luce all’Università Agraria, con un’amministrazione competente e coesa che andrà a risolvere tutte le problematiche tecniche ed economiche, rispettando le tradizioni e le funzioni storiche dell’Ente, riformandolo ed adeguandolo al terzo millennio. La figura di Sergio Borzacchi coniuga alla perfezione le competenze agricole ed amministrative di cui ha bisogno l’Università Agraria, pertanto consigliamo ai tarquiniesi di venire ai seggi il prossimo 10 dicembre, compresi gli elettori che sono stati abbandonati dal Partito Democratico, la cui assenza è una gravissima mancanza di rispetto nei confronti dei propri simpatizzanti e di tutta la città”.

“Anche noi – concludono – avremmo preferito confrontarci con uno o più avversari, ma riteniamo che chiedere arbitrariamente di non far svolgere un’elezione regolarmente indetta sia ancora più grave e che oltretutto vada fortemente in contrasto con il termine “democratico” che campeggia nel nome del partito cui fa capo Mazzola”.

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