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Il governo definisce i collegi elettorali: sorridono i grillini ed il centrodestra

Il governo definisce i collegi elettorali: sorridono i grillini ed il centrodestra

Delineati i confini per i votanti alle prossime politiche. Accorpati nel proporzionale della Camera il litorale, Viterbo e Rieti. Nell'uninominale in vantaggio con i voti del 2013 sarebbe il Movimento Cinque Stelle seguito dal centrodestra. Al Senato tutto in bilico.  

Il governo Gentiloni ha approvato il decreto legge che regola i collegi elettorali. L’esame del decreto ora passa al Parlamento e alle diverse commissioni parlamentari. Di base si utilizzano i collegi che erano presenti nel Mattarellum con alcune modifiche. Negli anni infatti la popolazione è variata da regione a regione e da città in città. Per quanto riguarda il Parlamento, la Camera e il Senato, vedrà una divisione differenziata. Secondo la legge varata ad ottobre ci sarà una doppia ripartizione: uninominale e proporzionale per ognuna delle due ali del Parlamento.

Partiamo dal collegio della Camera uninominale. Il collegio prevede un unione dei comuni di Allumiere, Anguillara Sabazia, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Canino, Capranica, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Civitavecchia, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Montalto di Castro, Morlupo, Oriolo Romano, Riano, Sacrofano, Santa Marinella, Sutri, Tarquinia, Tolfa, Trevignano Romano, Vejano e Villa San Giovanni in Tuscia. Rispetto al Mattarellum è uscito il comune di Massano in quanto il numero degli elettori rappresenta la soglia massima consentita.

Nel proporzionale invece i voti conteggiati saranno divisi per il collegio appena elencato più quelli di Viterbo e Rieti. Per intenderci i deputati eletti varieranno in base ai voti presi in un raggio che va da Rieti a Ladispoli.

Per il Senato la questione è ancora più ampia. Il collegio dell’uninominale vedrà il collegio civitavecchiese unito a quello viterbese mentre il proporzionale vedrà  Civitavecchia sarà insieme a Guidonia e a Roma Collatino. La divisione dei collegi ha fatto molto discutere. Se a Civitavecchia la situazione è simile al passato, in alcune grandi città ci sono state grandi divisioni di quartieri. Ora tutto può essere modificato dal Parlamento.

«Sicuramente discuteranno – spiega l’esperto Massimiliano Magrì, della Publicom – In base alla divisione dei collegi si può determinare un Parlamento. Negli Stati Uniti ci fu una grossa polemica ad esempio legata alla ripartizione dei collegi per le elezioni politiche, il cosidetto Gerrymandering. Una parità di voti effettivi risultò una schiacciante vittoria di un partito».  

In sintesi se in un collegio in equilibrio inserisco un comune sfacciatamente con una maggioranza politica, influenzerò tutto il collegio. Cosi se ad un collegio scontato a livello politico, viene tolto un comune schierato politicamente, quel collegio ritornerà in bilico. Per quanto riguarda il nostro collegio uninominale sia di Camera che Senato, stando ai dati del 2013, sarebbe in vantaggio il Movimento Cinque Stelle. Per quanto riguarda il proporzionale invece, con calcoli approssimativi, solamente i capilista del minilistino dovrebbero finire in Parlamento.

Naturalmente solo le liste più votate. Determinanti però saranno le scelte dei candidati che dovranno tirare le coalizioni alla vittoria.

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