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No waste, otto buone pratiche

No waste, otto buone pratiche

Il vademecum di Enea e le innovazioni nel campo dell’economia circolare

Dal vuoto a rendere al compostaggio, dal recupero dei materiali contenuti nelle apparecchiature elettroniche alla gestione degli imballaggi fino al passaparola. Enea propone otto buone pratiche per uno stile di vita sostenibile che riduca la produzione di rifiuti, limiti gli sprechi e avvii a riciclo i materiali.
W il vetro – Quando possibile preferiamo il vetro alla plastica e riutilizziamo più volte la stessa bottiglia, facendo rifornimento ai distributori pubblici, direttamente alle fonti o presso i distributori automatici presenti sul territorio. Approfittiamo anche del ritorno del ‘vuoto a rendere’: dopo aver utilizzato le bottiglie in vetro, potremmo riconsegnare i vuoti ai punti vendita aderenti e ricevere in cambio della restituzione la piccola cauzione versata al momento dell’acquisto.
Attenti al packaging – Per fare la spesa usiamo borse riutilizzabili, ceste o cassette evitando le borse usa e getta; scegliamo i prodotti sfusi e alla spina sia per gli alimenti che per la cura della casa e della persona e preferiamo i prodotti concentrati o da diluire. Limitiamo al massimo gli imballaggi, ad esempio per la merenda dei bambini, per conservare i cibi utilizziamo i contenitori da frigo: eviteremo di gettare via ogni giorno bustine di plastica, alluminio o sacchetti di carta e comunque preferiamo materiali facilmente differenziabili (carta, cartone, plastica, ecc…) in alternativa a quelli fatti da materiali diversi (poliaccoppiati, ecc…).
Scarti? No. Risorse – Metti gli avanzi di cibo (insieme alle buste in carta o bioplastica biodegradabile e compostabile) nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost. Il compost fatto in casa ha un valore sia in termini di minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti) sia in termini strettamente commerciali (il prezzo del compost varia da 20 euro a tonnellata per i prodotti all’ingrosso a circa 3 euro per i prodotti al minuto).
In questo ambito Enea ha messo a punto ‘Compostino’, dispositivo intelligente e low cost per il monitoraggio, la sicurezza e l’igienicità del processo di compostaggio, utile per le imprese costruttrici di macchine compostatrici, per le Pubbliche Amministrazioni che gestiscono gli impianti e per gli artigiani ‘digitali’.
Al riparo! Raee (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) – Prima di gettare via apparecchi elettronici ed elettrodomestici, assicuriamoci che non esistano modi per ripararli o pezzi di ricambio da acquistare. 
Ricicliamo la carta – Limitiamo l’uso della carta scegliendo la rendicontazione del conto corrente online, utilizzando la Pec (posta elettronica certificata) al posto delle raccomandate, riutilizzando i fogli e stampando mail e documenti solo se strettamente necessario. Ricarichiamo – Preferiamo le pile ricaricabili a quelle usa e getta. Le pile, poi, non possono esser gettate insieme ad altri materiali perché sono rifiuti pericolosi che contengono materiali tossici come mercurio e cadmio per questo vanno consegnati presso i centri di raccolta specializzati per smaltirli correttamente senza provocare danni all’ambiente e alla salute delle persone.
Bando alle cicche – Raccogliamo separatamente i mozziconi di sigaretta e gettiamoli nella raccolta indifferenziata: eviteremo all’ambiente un rifiuto tossico e pericoloso per insetti, uccelli e pesci, che impiega anni per decomporsi. Così facendo potremmo avere a disposizione una risorsa potenzialmente utilizzabile in applicazioni ad elevato contenuto tecnologico.
Passaparola – Raccogliamo l’organico, ricicliamo, riusiamo, recuperiamo materia ed energia. In ultimo diffondiamo le buone pratiche dell’economia circolare con familiari, amici e conoscenti.

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