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Attesa in città per l'esordio de ''L'Italia in Comune''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Certo, negare che ci sia una grande attesa in città per quanto domenica prossima succederà a Roma circa la presentazione del nuovo soggetto politico L’Italia In comune, sarebbe cosa assurda. La curiosità è tanta e già si sono formate le tradizionali tifoserie. C’è chi giura che sarà un flop. C’è invece chi dice che ancora una volta il sindaco Alessio Pascucci ha fatto centro in quanto ha saputo scegliere i tempi giusti per lanciare il frutto del lavoro di anni. Tutti concordano, anche molti dei suoi denigratori, che Alessio Pascucci sia un “enfant prodige” della politica. Alla sua giovanissima età ha già acquisito tutto, tecnica e trucchi  per suonare al meglio questo strano strumento, che quasi sempre risulta fatale per gli audaci in quanto si diversifica continuamente fino al rischio di perderne il controllo. I “vecchi” saggi raccomandano di rendersi consapevoli dei propri limiti e di fermarsi per tempo. Pascucci, sembra non  tratti coi propri limiti dando l’impressione di non averne ed è qui che prevale la sua audacia che i “gufi” giurano, determinerà la sua disfatta. Sta di fatto che da anni, avendo sommato la sua esperienza di amministratore e di sindaco, ha accumulato una prevalente frustrazione derivante dall’abbandono che avvertiva da parte degli enti sovracomunali, in particolare non riusciva a trovare un riscontro di equità con quanto queste ultime imponevano alle amministrazioni locali, convincendosi sempre più che soltanto lo scambio di esperienze concrete tra gli amministratori locali avrebbe potuto creare un presupposto di conoscenze per ben governare e proporre rimedi a palesi ingiustizie. Fonda così Italia in comune, una rete di scambio e di aggiornamento attraverso incontri periodici. A questa rete hanno aderito diversi sindaci e molti amministratori locali. Visto il successo, domenica a Roma il salto di qualità. 
Da Italia in Comune si passa a “L’Italia in Comune” e da rete di scambio di esperienze si passa a progetto politico capace di proporre e di essere interlocutore attivo e concorrenziale delle forze politiche e di governo. E’ ovvio che in questo periodo intricatissimo, tutto il panorama politico nazionale tiene l’occhio ben desto verso un fenomeno nuovo che punta sul consenso della persona che vedi tutti i giorni, al quale rompi l’anima tutti i giorni e dalla quale ottieni comunque risposte. 
Non sottovaluta questo sindaco metà pirata metà artista che ha creato una sacca di compensazione di un trasversalismo che abbandona le ideologie quanto basta ma che rimane comunque ancorato ad idee ben salde come la difesa e l’amore per la Costituzione, della quale più volte ha detto: «La nostra è la più bella del mondo». Se si registrerà un salto di qualità del movimento, il salto ci sarà anche per lui, per Pascucci. Lui farà un salto dimensionale e sarà costretto a riscrivere daccapo la sceneggiatura della sua vita che non lo vedrà protagonista solo a Cerveteri. Ma in una città rannicchiata su un passato dal quale non riesce a trovare spunti per il suo futuro, un po’ per convinzione, molto per semplice invidia, lo scetticismo è tanto.

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