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I comitati contro il Crematorio scrivono alla Procura

I comitati contro il Crematorio scrivono alla Procura

Lettera delle associazioni Civitavecchia c’è, Comitato promotore del referendum contro la costituzione del Crematorio, In nome del popolo inquinato ed il Comitato Puntone dei Rocchi al sostituto procuratore Delio Spagnolo nel quale si chiede di fare luce sulle domande senza risposta fatte al Sindaco

I comitati e le associazioni non ci stanno e scrivono al procuratore Delio Spagnolo della Procura di Civitavecchia. Da mesi l’associazione Civitavecchia c’è, il comitato promotore del referendum contro la costituzione del Crematorio, l’associazione In nome del popolo inquinato ed il comitato Puntone dei Rocchi si stanno impegnano contro l’apertura del forno crematorio. In particolare alcuni mesi fa avevano fatto sei domande rivolte al Sindaco di Civitavecchia. Domande rimaste senza risposta e raccolto nel libro bianco sull’opera. Gli interrogativi riguardavano in particolare la determina dirigenziale numero 1813/2014 aggiudicata la gara di appalto per la costruzione del crematorio a una Associazione Temporanea di Imprese. I comitati dichiaravano ancora non costituita al momento della presentazione dell’offerta e quindi con vizi di legittimità tali da inficiare la gara. Chiedevano inoltre se fosse vero che da delibera di Giunta numero 201 del 23.10.2015 è stato approvato il progetto preliminare di costruzione del crematorio e che dopo pochi giorni veniva considerato illegittimo e fatto modificare sostanzialmente. Se fosse vero che la verifica di regolarità del nuovo progetto veniva affidata a una società di Pescara per un importo di circa 10.000 euro da addebitarsi alla ditta appaltatrice, progetto poi validato dal R.U.P. il 21.12.2015. Se risponde a verità che che con delibera di Giunta numero 95 del 14.07.2016 veniva approvato il nuovo progetto definitivo dando per rilasciata dalla Autorità competente la Autorizzazione paesaggistica che, invece, risulta posteriore di 13 giorni alla delibera numero 95/2016. Quindi delibera illegittima e conseguentemente titolo edilizio illegittimo e se fosse vero che nel predetto progetto vengono previsti circa 1.800 metri cubi interrati destinati per la maggiore ad attività produttive e non considerati nel computo massimo ammissibile del cubaggio. Chiedevano poi se fosse vero che in data 21.07.2016 sono iniziati i lavori di costruzione del crematorio in assenza di un progetto esecutivo, approvato solo in data 25.10.2016 con determina dirigenziale numero 2054. Tutte domande al quale il sindaco non ha mai risposto. I comitati oggi chiedono quindi al procuratore di prendere in esame quelle domande e ricevere il libro bianco sul forno crematorio per «tornare utili come associazioni al lavoro della Procura». Vedremo ora se il procuratore vorrà anche lui cercare quelle risposte che il sindaco non ha mai voluto dare.

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