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Luciotti: ''Lucernoni mi disse 'Lei per me non esiste'''

Luciotti: ''Lucernoni mi disse 'Lei per me non esiste'''

Grasso e Frascarelli commentano la vicenda attaccando il vicesindaco che si difende: applicate le regole VIDEO

CIVITAVECCHIA – Scoppia il caso Giorgio Luciotti. “Sono stato ospite alla trasmissione di Rete quattro, Dalla vostra parte – ha spiegato l’uomo – e ho parlato anche della risposta che mi diede quest’estate l’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni. Dopo una serie di incontri mi disse ‘‘Lei per me non esiste’’. Sono bloccato nella burocrazia e sono costretto a continuare a vivere in macchina”.

La storia di Luciotti era stata già trattata dai media locali e la ribalta nazionale del caso dell’uomo ha portato anche la politica ad intervenire. Sono il consigliere comunale, leader de ‘‘La Svolta’’, Massimiliano Grasso e il vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli ad incalzare la Lucernoni. “Per il vicesindaco il signor Giorgio non esiste. Rabbrividisco. L’algido distacco nei confronti di tali disagi mi lascia moralmente incredulo. Spero che almeno Lei riesca a dormire la notte, sapendo che a Civitavecchia esistono situazioni di tale gravità. Spesso – prosegue Frascarelli – mi sono recato ai Servizi sociali per rappresentare il caro Giorgio, ma la risposta è stata sempre la stessa, ovvero che un uomo in tali condizioni deve trovarsi da solo una casa in affitto per poter usufruire di un aiuto economico dal Comune. Incredibile ma vero”.

“Credo che la storia del signor Luciotti – aggiunge Grasso – come quelle altrettanto tristi di altri nostri concittadini, richiedano azioni immediate da parte dell’amministrazione per affrontare casi di emergenza sociale come quello di Giorgio. Alla disperazione non si può rispondere con la burocrazia. O ancora peggio con l’insensibilità di chi nega l’esistenza del problema e quindi della dignità della persona stessa. Per questo, prima ancora che per l’incapacità di trovare soluzioni ai problemi, chi ricopre un ruolo delicato e ‘‘di frontiera’’ come quello di assessore ai Servizi sociali che richiede una sensibilità che evidentemente manca, dovrebbe avere la decenza di dimettersi”.

Immediata la replica di Lucernoni: “La strana coppia la chiama burocrazia: io la chiamo equità. Solamente il rispetto di regole certe garantisce parità di diritti a tutti. Due diverse commissioni – spiega il vicesindaco – hanno valutato la domanda di casa popolare del signore salito alla ribalta dei media ed entrambe hanno avuto lo stesso esito, negativo. Non posso fornire maggiori dettagli per rispetto della privacy ma sostengo il buon lavoro dei dipendenti, che hanno operato nel rispetto delle regole e dei requisiti previsti”.

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