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Csp, la Fiadel tuona: “Non accettiamo toni intimidatori”

Il sindacato risponde tramite il legale Luca Salvoni alle dichiarazioni dei giorni scorsi della Civitavecchia servizi pubblici

Il sindacato risponde tramite il legale Luca Salvoni alle dichiarazioni dei giorni scorsi della Civitavecchia servizi pubblici

CIVITAVECCHIA – “La Fiadel non accetta toni intimidatori adoperati da parte datoriale e pertanto rigetta le accuse di diffamazione mosse”. Il sindacato replica alle dichiarazioni dei giorni scorsi della Civitavecchia servizi pubblici e lo fa tramite il suo legale Luca Salvoni. Una risposta chiara e dettagliata su ogni punto richiamato nella procedura di raffreddamento aperta dalla Fiadel.

Per quanto riguarda i buoni pasto, dal sindacato spiegano che le richieste relative alla mancata erogazione sono rimaste “inesitate” e che soltanto dal comunicato stampa della Csp la Fiadel ha appreso “che nel mese di dicembre si sarebbe avviato l’iter per la corresponsione dei buoni pasto a decorrere dal mese di settembre e cioè in netto ritardo rispetto alla previsione contrattuale senza tacere poi i buoni pasto dei mesi di ottobre e di novembre”.

Sempre dal comunicato il sindacato dice di aver appreso le novità riguardo il fondo Fasda, ovvero “che la società sarebbe in regola con il versamento delle quote” e si domanda perché la Csp non abbia risposto alla richiesta del 30 novembre.

Per la situazione dei bagni e degli spogliatoi di via Leopoli il sindacato sottolinea come il responsabile territoriale della Fiadel avesse richiesto alla società di effettuare alcuni interventi “che sono ben poca cosa in confronto ai lavori di ristrutturazione realmente necessari. Ricordiamo poi che solo lunedì 4 – 12 – 2017 la società ha mandato personale al fine di effettuare un sopralluogo”.

Sulla mancata fornitura di divise invernali “la Csp – si legge nella nota – nel comunicato elude il problema, evitando di parlarne”.

Per quanto riguarda, invece, le cessioni del quinto la Fiadel specifica di non aver “mai imputato al datore di lavoro le descritte mancanze, ma si è limitata a chiedere dei chiarimenti sul punto a fronte di segnalazioni pervenute e documentate. Difatti – proseguono dal sindacato – siamo in possesso di documentazione atta a comprovare come le finanziarie abbiano addebitato ad alcuni lavoratori, all’atto dell’estinzione dei prestiti, le quote di ottobre e novembre 2017 (già trattenute dalla società). Le medesime società finanziarie interpellate dai lavoratori hanno giustificato ai lavoratori tale comportamento con il fatto che Csp non avrebbe corrisposto le rate di cui sopra al 15 novembre 2017”.

Una circostanza che la Fiadel giudica “facilmente smentibile” dalla Csp stessa durante l’incontro che si dovrebbe tenere domani. “È stata altresì richiesta ai suddetti lavoratori – aggiungono – anche la rata di cessione di agosto 2016 inserita nel concordato, fatto questo non imputabile a Csp . Tutto ciò, si ribadisce, sarebbe stato oggetto di verifica e discussione il 12”.

Insomma, la Fiadel non ha gradito la risposta a mezzo stampa e conclude con il sottolineare il fatto che tutto quello che è stato contestato nel comunicato diffuso non è presente “nella comunicazione 153 del 30 – 11 – 2017 inviata anche al Sindaco ed al Prefetto, nella quale la Csp invita la nostra organizzazione sindacale ad un incontro per il 12 dicembre”.

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