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Carcere, si parla di violenza di genere

Carcere, si parla di violenza di genere

Un momento di riflessione presso la casa circondariale di via Tarquinia alla presenza dei detenuti

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Si parla di violenza di genere alla casa di reclusione di via Tarquinia. Un momento toccante promosso dall’associazione Doppia d, difesa donna. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Valter Pierucci, vicepresidente dell’associazione – è quello di sensibilizzare le persone e promuovere la cultura del rispetto”.

Ad aprire il convegno è stato il direttore penitenziario Patrizia Bravetti: «Il nostro istituto – ha detto – è molto attivo su questi fronti. L’associazione ha iniziato un percorso circa un anno fa. È una giornata per riflettere sul tema della violenza sulle donne». Il consigliere regionale Eugenio Patanè ha voluto spiegare quanto fatto fino ad ora e i motivi che hanno spinto alla nuova legge regionale.

“Si tratta – ha detto – di una legge di contrasto alla violenza di genere. Ogni anno in Italia aumentano le donne uccise, nella maggior parte dei casi dai loro compagni: parliamo di una violenza perpetuata dentro le mura familiari”. Patanè ha continuato  dicendo che è un tema su cui ragionare tutti insieme, perché per sradicare un problema come quello della violenza di genere c’è bisogno di un cambio culturale. “Non si tratta di un problema di sicurezza – ha continuato Patanè – è il nostro rapporto tra uomini e donne che è in discussione, il modo di noi uomini di vedere le donne. Si tratta di un problema culturale. Noi vogliamo dire che non prevarichiamo nessuno e che anzi aiutiamo chi è diverso, più debole”.

Il presidente dell’associazione Doppia d, Massimo Romiti ha aggiunto: “Noi ci occupiamo di rispetto che è l’antitesi della violenza e dell’arroganza che dobbiamo combattere”. Uno dei detenuti presenti ha interpretato un testo scritto appositamente con l’associazione, un racconto di fantasia per far riflettere sulla violenza di genere e sui problemi che ne derivano. Dopo la lettura sono intervenute Cinzia Pucci, avvocato dell’associazione, e Domenica Santini, psicologa. Un momento di riflessione e di commozione, un attimo di pausa dalla vita frenetica per pensare e cambiare.      

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