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Una polemica tra sacro e profano

Una polemica tra sacro e profano

Nel Consiglio di lunedì bocciata una mozione dell’opposizione per portare i crocifissi in tutti gli uffici comunali e le scuole. La maggioranza: «Non abbiamo nessuna autorità per imporre questi simboli religiosi» Il polverone si è fatto ancora più imponente quando la discussione è giunta su Facebook

di TONI MORETTI

CERVETERI – Da che mondo è mondo c’è stata sempre la polemica di Natale. Nelle varie epoche sono state ora argute, ora colorate, nel nostro paese diciamo che nel massimo della tolleranza e nel rispetto di una tradizione cattolica e cristiana, quelle che si snodavano sul piano di ideologie contrapposte, finivano sempre alla ‘‘Peppone e don Camillo’’, in fondo dolci, in fondo un tantino surreale. Stavolta a Cerveteri, paese che veramente non si fa mancare nulla, in un periodo come questo molto teso, con una classe politica che gioca alternativamente in attacco e in difesa, dove sembra che la campagna elettorale non sia mai finita, la spregiudicatezza non ha impedito di trascinare il sacro dentro al profano, e cioè il povero Cristo nella polemica politica, strumentalmente ed in un modo del tutto vergognoso. Non può essere stato lo sfinimento dovuto all’ora il povero Cristo nella polemica politica, strumentalmente ed in un modo del tutto vergognoso. Non può essere stato lo sfinimento dovuto all’ora rispetto da osservare verso le tradizioni cristiane alla base del nostro vivere culturale, l’opposizione presenta una mozione che chiude fondamentalmente così: «Per quanto premesso e considerato si impegna sindaco e giunta ad esporre negli uffici comunali e nelle scuole il crocifisso quale simbolo dei valori di libertà, uguaglianza, tolleranza e rispetto della persona…». Il problema che solleva la maggioranza che l’ha bocciata è stato che il consiglio comunale non ha nessuna autorità per «imporre» alle scuole una scelta di questo tipo. Non ha autorità in quanto scelte che devono essere fatte da chi amministra le scuole. Peraltro il Comune, non avendo l’autorità per imporre il crocefisso, non può neanche toglierlo. La scelta del crocifisso nelle aule scolastiche è infatti a discrezione dei singoli istituti che possono scegliere liberamente, nel contesto dell’autonomia scolastica, se esporlo o meno e l’Amministrazione Comunale è tenuta a rispettare tale scelta. Nelle ore successive però, si fa circolare la voce che si fosse votato per togliere il crocifisso nelle scuole; ed allora ‘‘apriti Facebook’’, ognuno ha detto la sua contrapponendo le tesi su ogni piano: culturale, ideologico, non risparmiando Che Guevara, sfiorando il blasfemo ed il becero. Sta di fatto che l’impressione che se ne è ricavata è che il povero Cristo, che deve ancora nascere, è stato già messo in croce, come nell’antichità, dalla politica.

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