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''C’è il vincolo sic-zps''

''C’è il vincolo sic-zps''

TRASVERSALE. Il coordinamento ‘’Areasx, svolta a sinistra’’ dice no al tracciato verde «L’opera non porta alcun beneficio a Tarquinia»

TARQUINIA – Il coordinamento ‘’Areasx, svolta a sinistra’’ attacca il tracciato verde e l’ok del Consiglio dei ministri al completamento della trasversale Orte-Civitavecchia che, dice, «distruggerà la valle del Mignone, zona dove vige il vincolo sic – zps».

«Si fa un gran parlare della vocazione autolesionista della sinistra, alla sua intrinseca predisposizione al conflitto interno, alla pignoleria attraverso la quale, i suoi militanti, trovano distinguo sulle virgole e sui punti per il piacere di differenziarsi e litigare. – dicono da Areasx – Noi ci permettiamo di dissentire e non certo per il motivo di cui sopra ma perché ridurre un dibattito a caricatura è lo strumento di propaganda dei mediocri. È solo il punto di vista attraverso il quale si tenta di dare un senso a qualcosa che sfugge spesso alla comprensione. La verità che è che tra le cose dette e le parole usate vi è spesso una verità che coplevolmente viene sorvolata per puro opportunismo politico. Proviamo a riflettere su questo e senza pregiudizi. Venerdì 1 dicembre del 2017,alle ore 11,10 il Consiglio dei Ministri sotto la presidenza del presidente Paolo Gentiloni, segretario la sottosegretaria alla presidenza Maria Elena Boschi, pubblicano questo scarno ma infernale comunicato stampa. Titolo: Strada statale Orte-Civitavecchia “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato , a norma dell’articolo 183 comma 6 del Codice dei contratti pubblici il provvedimento di compatibilità ambientale del progetto preliminare per la realizzazione del completamento della strada statale n. 675 asse Orte-Civitavecchia, nel rispetto delle prescrizioni, osservazioni e raccomandazioni di carattere paesaggistico e ambientale impartite nel corso della conferenza di servizi indetta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”. Autorizzando e certificando di fatto, la morte di una delle aree più belle del nostro territorio, la valle del Mignone, in barba a ben due pareri negativi del Ministero dell’Ambiente. E questo con il plauso generale dei rappresentanti del nostro territorio alla Regione Lazio del Pd e di Forza Italia. La levata di giubilo, manifestazione palese di incoscienza, opportunismo politico, disprezzo per l’ambiente e per la volontà dei territori, è l’aspetto più ingiusto e paradossale di tutta la vicenda. Ci si chiede come è stato possibile accordare a cotanta genia il potere di decidere della nostra vita. Mai cambiale in bianco firmata ad una classe politica inadeguata ha avuto interessi così alti da pagare da parte della popolazione. E così ci si ritrova a sinistra ad aprire un conflitto, svilito a punti e virgola, tra chi vede nella difesa del territorio, nella tutela delle sue ricchezze naturali, una opportunità di sviluppo, di lavoro e chi, per deprecabile calcolo di bottega, a breve ci saranno le elezioni regionali e politiche, lo svende relegandolo allo scempio più ingiustificato e iniquo che si possa concepire».

«A questo punto, – concludono da ‘’svolta a sinistra’’ – provocatoriamente, si potrebbe obiettare che se tanto scempio non risulta fastidioso alle sensibilità degli amministratori del Pd e di Forza Italia, come mai dalla Regione non si chiede che in quella zona venga azzerato il vincolo Sic- Zps che ad oggi impedisce agli abitanti di erigere persino una staccionata in legno? Sono, in definitiva, gli stessi miseri calcoli politici per cui si accantona la legge sullo Ius soli, si approva una legge elettorale, a colpi di fiducia, incostituzionale. Per chi è di sinistra è difficile trovare punti e virgole di dialogo con chi ha dimenticato i suoi valori, sacrificandoli sull’altare del potere, con chi ha dimenticato l’importanza di essere “Liberi” e quanto sia fondamentale per la gente che si vuole rappresentare l’essere “Uguali”. Pertanto ribadiamo forte e chiaro il nostro no al tracciato verde a cui Gentiloni ha autorizzato il via. Che distrugge una delle valli più belle del nostro territorio. Che non porta alcun beneficio a Tarquinia ma chiede l’ennesimo sacrificio in termini di territorio, ambientale, di economia agricola e turistica, spacciando per indispensabile e fonte di progresso un’opera orribile».

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