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"I giudici hanno ritenuto non necessario ascoltare i consulenti di parte"

"I giudici hanno ritenuto non necessario ascoltare i consulenti di parte"

PROCESSO VANNINI.  L’avvocato Gnazi commenta l’escussione in aula dei periti nominati dalla Corte che con chiarezza hanno dimostrato che Marco poteva essere salvato. «E’ probabile che la Corte riterrà superfluo l’esperimento giudiziale per riprodurre il colpo di arma da fuoco»

di GULIANA OLZAI

CERVETERI – Lunedì scorso si è tenuta un’udienza fondamentale alla Corte di Assise di Roma per il processo Vannini che vede imputati per omicidio volontario con dolo eventuale un’intera famiglia: il capofamiglia Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina; mentre Viola Giorgini, fidanzata di Federico, è accusata di omissione di soccorso. Sono stati ascoltati i periti nominati dalla Corte sui risultati della perizia collegiale.

L’avvocato Alessandro Gnazi, legale di Alessandro Carlini, cugino di Marco, che si è costituito parte civile, fa il punto dicendo: «I Periti nominati dalla Corte hanno affermato con grande competenza che Marco poteva essere salvato e lo hanno fatto con una tale chiarezza che, in esito, i giudici hanno ritenuto che non fosse neppure necessario sentire i consulenti di parte. Il punto per noi era già chiaro da sempre ed ora lo è anche in modo ufficiale e credo definitivo».

Un altro aspetto ha riguardato la presentazione di una istanza alla Corte da parte dell’avvocato Gnazi per riprodurre il colpo di arma da fuoco sul luogo del delitto, per la quale la stessa si è riservata di decidere alla prossima udienza.

«Ho insistito sulla richiesta di esperimento giudiziale relativo alla ripetizione dello sparo – specifica Gnazi – perchè riteniamo che sia di grande importanza soprattutto alla luce delle dichiarazioni rese dagli imputati nelle udienze di ottobre quando, oltre ogni ragionevolezza e contro l’evidenza, hanno riferito di non essersi resi conto di nulla. La Corte si è riservata di decidere ed è evidente che se deciderà di non far  effettuare il richiesto esperimento giudiziale, non riterrà razionalmente non possibile reputare che gli imputati possano non aver percepito che era stato esploso un colpo d’arma da fuoco e che, dunque, l’accertamento giudiziale sia, sotto questo profilo, addirittura superfluo».

 

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