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Pascucci e la Costituzione

Pascucci e la Costituzione

La cita nei suoi auguri ma stenta ad applicarla come politico  

di TONI MORETTI

CERVETERI – ‘‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso di razza di lingua di religione di opinioni politiche di condizioni personali e sociali”- Articolo 3 della Costituzione italiana. Con questa citazione, il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci «augura un buon Natale e un 2018 in cui la Costituzione possa davvero sanare le ingiustizie».
Citazione impegnativa che ci si aspetta in genere da chi con la Costituzione ci va a dormire come quelli che la usano come il libro delle preghiere. Con chi la Costituzione la frequenta e ne fa ragione di vita, tanto da arricchirsi con questo augurio ed esserne grato per rinverdire una speranza scolpita come sulle tavole di Mosè ma come quelle, vituperate, offese, calunniate, oltraggiate dagli affabulatori che chiamandosi ministri di culto, ai tempi nostri, politici, che la usano non certo per eguagliare ma al contrario,  per discriminare e dividere sollevando mille eccezioni. Ora, sull’entusiasmo che Alessio Pascucci ha sempre dimostrato nella sua azione non c’è niente da eccepire. Sul fatto che egli sia veramente innamorato della Carta Costituzionale e che ne sia un cultore  neanche,  ma il fatto che abbia scelto come professione quella del politico, lo pone in contrasto con quanto fino ad ora detto. In tanti hanno sperato che fosse quell’eccezione che si perde in un complicatissimo calcolo delle probabilità, ma a questi tanti speranzosi i fatti hanno negato la ragione. Nella sua azione politica infatti, Pascucci ha negato palesemente dei diritti costituzionali che si richiamavano proprio all’articolo 3 citato nel testo dell’augurio. Parliamo dei diritti che rendono uguali i portatori di disabilità nelle scuole,  negati per mere quanto insostenibili questioni di bilancio. Ha tentato di affabulare il popolo sviandolo,  viste le scarse conoscenze che lo stesso ha della natura di certi diritti, per chiamarlo a sostegno di rivendicazioni di diversa natura, verso il governo centrale. Ha attentato all’articolo 39 della Costituzione che garantisce la libertà sindacale, quando sostituendosi agli stessi sindacati e non potendosi definire nemmeno controparte, esprime giudizi sui lavoratori della nettezza urbana attribuendo loro delle responsabilità su delle condotte regolamentate da accordi sindacali:”Sono i lavoratori che non vogliono fare i turni di notte”. Questi sono gli ultimi due fatti suffragati dalla cronaca locale, realmente avvenuti e sotto gli occhi di tutti. Intanto, a livello nazionale si dava il lancio de L’Italia in Comune, strizzando in maniera palese l’occhio a quella parte ormai fuori dal Partito Democratico che per non far cambiare la costituzione indisse un referendum ed ora si trova ad essere un partito. Allora nasce un sospetto che diventa legittimo: O Alessio Pascucci è un gran furbacchione, cosa che non vogliamo credere, oppure nel suo staff, chi preoccupato di una sua programmata e probabile fuga che apre una guerra di successione, la sera gli ha sostituito la “tisana”.  

 

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