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Inquinamento del fiume Marta, Mencarini: “Già aperto un tavolo di confronto con gli operatori”

Inquinamento del fiume Marta, Mencarini: “Già aperto un tavolo di confronto con gli operatori”

Il sindaco di Tarquinia interviene sulla questione depuratori e sul presunto sversamento di liquami denunciato dal M5S: "Pronti a costituirci parte civile in un eventuale procedimento penale" “Con il Sib già predisposta una bozza di delibera che sarà portata in consiglio. Non possiamo permettere che esistano impianti di depurazione che sversano nel fiume o che sono sottodimensionati, o amministrazioni ed enti preposti che non controllano”

TARQUINIA – Alta l’attenzione dell’amministrazione Mencarini sulla questione inquinamento del fiume Marta, in queste ore alla ribalta per via degli esposti presentati presso la Procura di Viterbo dai portavoce del Movimento Cinque Stelle dei comuni di Montefiascone, Marta, Bolsena e Tuscania. Un esposto dettagliato, quello del M5S, con tanto di foto e filmati, che mette in allarme il Sindacato italiano Balneari che esorta il primo cittadino di Tarquinia a rilanciare in fretta, una volta per tutte, la denuncia alle autorità competenti, per risolvere un problema che per decenni è rimasto insoluto ai danni della comunità tarquiniese.

Nell’esposto grillino si parla di «sversamento di liquami dalla stazione 20 del Cobalb», il collettore circumlacuale che raccoglie i liquami provenienti dalle fognature di otto comuni del Viterbese: Bolsena, Montefiscone, Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo. «Liquami – secondo l’esposto – che sono pericolosi per la salute perché contengono un’alta carica di batteri fecali e che contengono sostanze organiche e inorganiche che danneggiano l’ambiente fluviale».

Il sindaco di Tarquinia, fatta la dovuta premessa sull’impegno programmatico soprattutto sui fattori inquinanti del fiume Marta, non si fa trovare impreparato e ricorda, perentorio, di avere avviato, appena insediato, un tavolo di confronto con gli operatori turistici e balneari, le associazioni e i cittadini proprio sulla delicata questione dell’inquinamento del fiume.

Una premessa doverosa, quella del primo cittadino etrusco, che annuncia che «In caso di avvio di un procedimento penale, l’amministrazione prenderà in esame anche la possibilità di costituzione di parte civile nel procedimento medesimo a tutela degli interessi diffusi della cittadinanza su tutte le questioni ambientali».

«In accordo con il Sindacato italiano balneari – ricorda il sindaco Pietro Mencarini – è stata predisposta una bozza di delibera che sarà presto portata all’attenzione della commissione Ambiente e all’approvazione del consiglio comunale».

«Vogliamo avere un quadro generale del problema – dichiara il sindaco – a Tarquinia Lido sfocia il fiume Marta, con tutti i problemi che questo comporta per la trasparenza dell’acqua del mare e la balneabilità. Non possiamo permettere che esistano impianti di depurazione che sversano nel fiume o che sono sottodimensionati, o amministrazioni ed enti preposti che non controllano adeguatamente il corretto funzionamento dei depuratori». «Inoltre – aggiunge Mencarini – contiamo di effettuare le analisi delle acque del Marta, per capire quali sostanze nocive sono trasportate dal fiume. In passato troppi hanno messo la testa sotto la sabbia la nostra amministrazione, invece, vuole affrontare e risolvere il problema. Tuteleremo nelle sedi opportune le attività economiche del litorale, l’ambiente e la salute pubblica»

 

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