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Rinvenuto un cadavere a Cerenova

Rinvenuto un cadavere a Cerenova

Stamattina nella zona di piazza Morbidelli, nella foto, la macabra scoperta; sembra di un clochard sui 30-40 anni. Indagano i Carabinieri della Stazione di Campo di Mare per identificare l’uomo attraverso le impronte digitali in quanto sprovvisto di documenti

di TONI MORETTI

CERVETERI – Stamattina a Cerenova  in quel tratto di strada sterrata che da piazza Morbidelli, porta verso il versante posteriore del complesso commerciale, ove si trova il supermercato Coop, che si affaccia sulla Statale Aurelia,  è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo. 
Sembra si tratti di un clochard dall’apparente età di 30-40 anni, deceduto per cause in via di accertamento. 
Sul posto sono intervenuti i militari della Stazione di Campo di Mare e la Polizia locale. Le indagini per l’identificazione dell’uomo e per le cause del decesso sono ancora in corso e affidate al reparto di polizia scientifica dell’arma, che tenterà di identificarlo attraverso le impronte digitali, in quanto l’uomo era privo di documenti. 
Potrebbe trattarsi, ma non è certo, di un immigrato senza fissa dimora che nell’ultimo periodo andava a dormire  sotto il colonnato del manufatto che ospita il centro commerciale. La morte è sopravvenuta in un momento diciano di ‘‘intimità’’ durante il quale è stato colto da malore. Il buio, il freddo e la solitudine probabilmentenon gli hanno lasciato scampo. La salma è stata portata alla camera mortuaria del cimitero di Cerveteri.
La morte, è vero, è l’oscura compagna della vita. Sembra svolga un gioco a rimpiattino con l’esistenza di ogni essere umano che si è inventato di tutto per evitarla, per ritardarla il più possibile ma che arriva inesorabile, uguale per tutti, per ricchi e poveri, per nobili e plebei, come ha fatto riflettere il grande Totò. E’ una livella che mette tutto in piano e azzera le disparità. E’ vero, ma dopo. E prima? Prima, prevale la logica della disparità che porta a morire in modo diseguale e diverso. Lei, la morte, dell’uomo non conosce sentimenti e dignità. Agguanta all’improvviso, e se sei solo, senza tetto, al freddo, può coglierti anche in momenti ritenuti “sconvenienti” dal comune pensare, senza offrirti la mano pietosa di un parente o di un amico che possa togliere agli imbecilli la voglia di “scherzarci” su. Ci rifletta bene chiunque venga tentato dall’impulso di fare ilarità alla lettura di questa notizia. Lo sgomento si impadronisce dei post dei social divisi tra un coro di mea culpa ed un altro di indifferenza, dove il comune denominatore sembra essere la paura. Ci sarebbe da riflettere chi e come è responsabile della diffusione di tale sentimento che offusca i fondamentali del vivere civile. Ma i servizi sociali e i suoi spot sull’inclusione dove sono?

 

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