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Movimento per la Vita: "Settemila aborti volontari al San Paolo negli ultimi 40 anni"

CIVITAVECCHIA – I bambini sono sempre meno, scarse le nascite, anziani sempre più poveri ed emarginati. È il triste bilancio del Movimento per la Vita, che prende spunto dai dati raccolti circa un anno fa, in occasione della 39esima Giornata per la Vita. Un’analisi fatta prendendo in esame la situazione demografica di Civitavecchia:  «Notiamo anche qui un calo rilevante dei nuovi nati ed un aumento delle persone decedute, con contestuale diminuzione della popolazione, dovuta a molti fattori, cui il rilevante numero degli aborti volontari praticati al San Paolo – scrive il Movimento per la Vita – a Civitavecchia, a partire dal 2009, inoltre, i decessi hanno superato abbondantemente le nascite. Ad esempio, nel 2010, a fronte di 488 nati, furono registrati 530 decessi, mentre nel 2015 i nati sono stati 427 ed i morti 575.  Peggio ancora nel 2016, con 420 nati e 590 decessi, con un saldo negativo annuale, rispettivamente, di 150 e di 170 unità. A causa di questo trend demografico negativo, solo negli ultimi cinque anni, a Civitavecchia il numero dei residenti è sceso di 833 unità, passando dai 53.649 del 2012 ai 52.816 del 2016». (agg. 03/01 ore 23.20) segue

CONTRO L’ABORTO VOLONTARIO.  Il Movimento per la Vita si schiera ancora una volta contro gli aborti volontari: «All’ospedale San Paolo, a partire dal 1978, sono stati praticati oltre 7000 aborti volontari. Un piccolo paese scomparso, risorse umane che sarebbero servite a sostenere il lavoro, l’economia e la società, piccole vite cancellate e finite, purtroppo, nei rifiuti speciali dell’ospedale».  (agg. 03/01 ore 23.45)

LE PAROLE DEL MOVIMENTO PER LA VITA. «I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli – dichiara il Movimento – i bambini, perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita». Il presidente Fausto Demartis ricorda in fine che «il Movimento per la vita di Civitavecchia e gli altri 600 movimenti e Centri di aiuto alla Vita federati in Italia, lottano perché questa speranza non muoia, fidando unicamente sul volontariato, cercando di incoraggiare i giovani ad accogliere la vita, contribuendo a salvare dall’aborto migliaia di esseri umani innocenti. In questi anni 120 bambini, destinati all’aborto, hanno visto la luce e le loro madri – con le quali rimaniamo spesso in contatto nei primi anni di vita del bambino, sono felici delle loro scelta. In Italia, con “Progetto Gemma” ad esempio, sono nati 20mila bambini che probabilmente non avrebbero mai visto la luce. È un segno che ci fa capire che la vita, se sostenuta con una rete di solidarietà, viene accettata ed amata, e che l’aborto è l’ultimo pensiero di ogni donna e di ogni coppia, accolta ed assistita». (agg. 03/01 ore 00.10)

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