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Il Vecchio Faro ‘‘discarica’’ del Tevere

Il Vecchio Faro ‘‘discarica’’ del Tevere

Fiumicino. Allarme del presidente Nazionale del Movimento Ecologista EcoItaliasolidale. Le mareggiate hanno trasportato a Passo della Sentinella tonnellate di rifiuti. Sotto accusa soprattutto la mancata manutenzione del fiume e la diga del porto

FIUMICINO – Le ripetute mareggiate degli ultimi giorni hanno lasciato il segno sulla costa di Fiumicino: accanto all’erosione accentuata a Focene e Fregene, un tappeto di rifiuti, trasportati dal Tevere, si è ammassato nella zona del vecchio faro. Le onde hanno gettato lungo le scogliere di tutto, creando una maxi discarica a cielo aperto, estesa per decine di metri: tonnellate tra alberi, bottiglie, gomme d’auto, plastica, carcasse di animali, persino degli elettrodomestici. 
Ad essere coinvolti le aree tra le dighe frangiflutti ed il piazzale a ridosso del vecchio faro ma anche quelle del porticciolo da rimessaggio, che ospita decine di piccole imbarcazioni. (agg. 05/01 ore 8.47) Segue

“FIUMICINO NON PUO’ ESSERE LA PATTUMIERA DEL TEVERE”. Sul «banco degli imputati» anche la diga, sprofondata, del porto turistico della Concordia, da anni ormai abbandonato per le note vicende giudiziarie: le  onde, sempre più, scavalcano la barriera, allagando la zona. «La situazione  sotto l’occhio di tutti – commenta l’assessore all’Ambiente, Roberto Cini – e si ripete ciclicamente: Fiumicino non può essere la pattumiera del Tevere con i rifiuti che si depositano su spiagge, scogliere e nella Darsena portuale; come amministrazione, seppur interverremo con il concorso di alcune realtà locali che si sono proposte, da soli non possiamo farcela. Serve, per la bonifica, l’intervento della Regione, della Città Metropolitana e degli altri organi interessati. La soluzione, strutturale, può arrivare inoltre dal riprendere in mano il progetto del deviatore di rifiuti da posizionare a Capo due Rami, dove il Tevere si divide nelle due foci». (agg. 05/01 ore 9.30)

LA PROPOSTA. “In merito all’enorme quantità di rifiuti arrivati nella costa di Fiumicino grazie alle mareggiate di questi giorni e trasportati dal Tevere sino alla zona del Vecchio Faro – afferma, in una nota, il presidente Nazionale del Movimento Ecologista EcoItaliasolidale Piergiorgio Benvenuti – è necessario intervenire con la massima tempestività per accertare le cause, ma soprattutto per appurare la provenienza del materiale, fra cui plastica, rifiuti, alberi, sino parti di mobili ed elettrodomestici”. Sembra proprio, dalle prime rilevazioni che  il Tevere sino alle due foci di Capo due Rami, possa essere il veicolo costante dei rifiuti, ed a questo punto sarebbe interessante capire cosa sta facendo l’Ufficio Speciale Tevere istituito dal Comune di Roma e di cui però non si ha più notizie.
Ecoitaliasolidale – prosegue la nota – rinnova la proposta di realizzare un unico Ente gestore che si occupi della riqualificazione del tratto fluviale, la depurazione delle acque, la piena navigabilità del fiume, sia per la mobilità alternativa che per lo sviluppo turistico della città di Roma, la valorizzazione degli argini, comprese le competenze sulla pista ciclabile, sull’ippovia e la gestione dei parchi fluviali che ancora non sono stati avviati. 
Una soluzione che metterebbe anche fine al patetico rimpallo di responsabilità, che anche in questo caso vi saranno e probabilmente sarebbe un valido deterrente alle sacche d’illegalità inerenti gli accampamenti abusivi che anch’essi determinano un incontrollato fattore di inquinamento nel tratto fluviale, sino  al mare. 
Chiediamo, pertanto, – conclude la nota – un  intervento urgente di rilevazione di ciò che sta accadendo a Fiumicino in queste ore, il grado di inquinamento prodotto e la ricerca di soluzioni adeguate per scongiurare ulteriori danni ambientali in futuro».(agg. 05/01 ore 10)

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