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M5S: “Tagli al sociale nel 2018”

M5S: “Tagli al sociale nel 2018”

I grillini di Ladispoli accusano il sindaco Grando. A rischio assistenza domiciliare e ricoveri per anziani e minori

LADISPOLI – Il movimento 5 stelle di Ladispoli boccia le politiche welfare dell’amministrazione Grando.

L’accusa quella di apportare ulteriori tagli al sociale, un settore di già soggetto a strette di cinta e con poche risorse da investire.

«‘‘Dare priorità alle Politiche Sociali, perché sono sempre di più le persone che hanno bisogno di aiuto ma non trovano un sostegno da parte della pubblica amministrazione”. Solo pochi mesi fa, il Sindaco Grando, iniziava il suo programma elettorale con queste parole» attacca il M5S.

«E’ vero, purtroppo – commenta il gruppo –  che la politica è fatta di parole ma altrettanto è vero che l’amministrazione di una cittadina si costruisce su fatti concreti, misurabili, pesabili. A Ladispoli è tempo di bilanci e la nuova amministrazione sceglie di seguire la strada di quella vecchia, almeno per quanto riguarda i fondi da attribuire al sociale. Certe cose non cambiano mai come “il vizietto” di stringere i cordoni del bilancio comunale sui capitoli del sociale invece di cercare delle alternative. Come tutti già sanno, lo scorso anno, sono sorte numerose polemiche su questo tema e Grando, allora all’opposizione, prese talmente tanto a cuore questo tema da metterlo al primo posto nel suo programma elettorale. Ad oggi questi sforzi non si vedono neanche lontanamente, ne restano soltanto le parole.

Le spese previste in bilancio per i Servizi Sociali già notevolmente ridotte nel 2016 sono state semplicemente azzerate nell’ultimo bilancio targato Paliotta-PD-Trani nel 2017. Su questo baratro di sensibilità amministrativa, non possiamo non riconoscere all’attuale amministrazione un timido e modestissimo tentativo di recuperare almeno parte dei servizi essenziali».

«A tutto ciò, va aggiunto – conclude il Movimento 5 Stelle –  che tali tagli innescheranno una serie di licenziamenti, calcolabili in un 50% di personale che fino a ieri lavorava nel sociale attraverso cooperative.

Chi vuole veramente aiutare i bisognosi deve trovare il modo di ripartire le spese per reperire la copertura ai costi non comprimibili».

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