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Nuovi gravi elementi nella relazione allegata all’articolo undici

Lottizzazioni nel comune di Bracciano

Lottizzazioni nel comune di Bracciano

BRACCIANO – Si è discusso in consiglio comunale la relazione relativa al procedimento Art. 11 che dovrebbe chiudere una volta per tutte le ventennali vicende riguardanti le lottizzazioni La Lobbra e quelle limitrofe.

Un passaggio fondamentale in quanto la politica braccianese fa perno ormai da anni su queste lottizzazioni, che hanno ingessato l’azione amministrativa degli uffici anche a seguito di un proliferare di azioni giudiziarie.

L’atto è stato approvato con delibera di giunta 115, ma l’amministrazione ha deciso di portare il provvedimento anche all’attenzione del consiglio comunale per una presa d’atto.

Nella relazione di 237 pagine redatta dall’Arch. Lidia Becchetti, Responsabile Area Urbanistica e Ambiente del comune, emergono 20 anni di contraddizioni e di questioni ben poco chiare e trasparenti che passano per censure di atti e scomparsa di atti dai fascicoli, nonché da azioni di falsa protocollazione.

Secondo l’Arch. la vicenda si sarebbe potuta concludere molti anni fa nel pieno interesse dell’ente, ma molto sarebbe stato fatto per ottenere il contrario.

Nella relazione emerge la difficoltà nella ricostruzione delle vicende. 

Un percorso ad ostacoli tra acquisizione di nuova documentazione ancora non emersa. Nella relazione si legge che “Dagli archivi informatici dell’Area Urbanistica sono emersi documenti i cui contenuti si prestano a profili di censura sotto molteplici aspetti in quanto rappresentano denunce di abusi che si stanno perpetuando in danno all’Ente e delle parti private”.

Più avanti si legge anche che «…l’azione amministrativa non sempre è stata portata avanti in maniera trasparente e legittima da parte dei responsabili degli uffici, non sempre l’azione amministrativa è stata indirizzata esclusivamente al perseguimento dell’interesse pubblico ma piuttosto, a perseguire interessi diversi e a coprire abusi precedenti…».Parole pesantissime sul giudizio dell’attività svolta dagli uffici in questi 20 anni.

Poco più avanti si parla di “anomalie amministrative perpetuate nel corso di un ventennio da parte dell’Amministrazione nel pianificare il territorio”.

L’attenzione si sposta poi sui rischi corsi dall’ente in virtù dei procedimenti averti che avrebbero potuto portare il comune a soccombere di fronte alla giustizia. “Sono state riscontrate diverse patologie dell’azione amministrativa che NON possono essere sottovalutate, anzi, devono essere inderogabilmente affrontate e risolte definitivamente per evitare il proliferare delle problematiche, dei contenziosi e danni erariali per l’Ente”.

Sotto accusa la variante al PRG del 1999. L’architetto ha comunque tenuto a specificare nella sua relazione che la delibera di giunta 115 sarebbe di per sé sufficiente in merito all’attuazione dell’atto di indirizzo.

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