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Csp, Ugl e Fiadel promettono battaglia

Csp, Ugl e Fiadel promettono battaglia

Duro intervento dei due sindacati che puntano i fari sulla Civitavecchia servizi pubblici: "Non ci sono più i presupposti di fiducia precedentemente accordati"   

CIVITAVECCHIA – “Si annuncia già da ora una stagione di rivendicazioni a tutela di tutti quei lavoratori ingannati e danneggiati per la non corretta applicazione dell’accordo sottoscritto il 19 maggio 2017”. Duro intervento di Ugl e Fiadel che commentano la notizia dell’avanzamento delle indagini riguardo il passaggio dei dipendenti da Hcs a Civitavecchia servizi pubblici. (agg. 13/01 ore 19.12) segue

“NON C’E’ FIDUCIA”. “Se i primi tre mesi di attività – proseguono i sindacati – sono lo specchio di quello che dovrà essere la nuova Csp, per l’Ugl e la Fiadel non ci sono più i presupposti di fiducia precedentemente accordati”. Ugl e Fiadel ricordano come da subito abbiano “contestato, verbalizzato e denunciato il clima intimidatorio da parte della politica, che aleggiava tra il personale che non intendeva sottoscrivere la conciliazione volontaria che li vedeva demansionati rispetto al proprio livello di inquadramento e nonostante non vi fosse alcuna deroga all’articolo 2112. Una vera e propria intimidazione che nei fatti veniva perseguita sempre dalla parte politica e dai consulenti da essa nominati”. (agg. 13/01 ore 19.45)

CSP, E’ CAOS. Un comportamento inaccettabile secondo i sindacati che evidenziano come la situazione non sia poi cambiata molto “con attribuzione di livelli superiori – incalzano Ugl e Fiadel – inquadramenti professionali senza i giusti titoli e senza una reale ed evidente ricerca di personale interno, come previsto dall’accordo del 19 maggio 2017 e votato da tutti i lavoratori attraverso un referendum. Di questo passo – prospettano le parti sociali – si rischia di fare peggio della disastrosa gestione Micchi”.

Secondo i sindacati il caos la fa da padrone nella Csp. “Abbiamo assistito – continuano Ugl e Fiadel – allo smantellamento aziendale della dirigenza attualmente in forza per far posto a nuovi consulenti, doppiando nei fatti il costo di gestione”. Dai sindacati sollevano dubbi sui costi del piano di concordato e sui rimborsi spese e sul fatto che “Micchi continui ad incassare migliaia di euro al mese di spese di viaggio, sotto forma di rimborsi” e promettono battaglia. (agg. 13/01 ore 20.30)

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