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Incendio al Calamatta, divampa la polemica

Incendio al Calamatta, divampa la polemica

Il Pd attacca la giunta rea di aver creato un degrado culturale. La Lecis: "Sono basita". La preside Fanelli ringrazia la comunità del Calamatta che si è messa a disposizione della scuola

CIVITAVECCHIA – L’incendio della scuola Don Milani continua a tenere banco e diventa anche motivo di scontro politico. Mentre i Carabinieri indagano a tutto campo sull’accaduto, sembra anche facendo importanti passi avanti, aumentano i commenti. Nella mattinata di ieri il PD commentando l’accaduto come «atto gravissimo» ha attaccato la giunta. Secondo il partito locale «in una città inerme, schiava di un’amministrazione incapace che non progetta ma soprattutto che non investe più sulla cultura creando iniziative, organizzando attività e soprattutto istituendo luoghi di ritrovo in cui poter aggregare giovani e meno giovani, permettendogli di valorizzare le loro capacità, gesti simili sono la ovvia conseguenza di un degrado culturale che purtroppo attanaglia tutti noi». Una nota che ha visto la pronta replica dell’assessore alla scuola Lecis: «Non riesco a comprendere come la corsa alle elezioni e la fama di campagna elettorale possa far partorire comunicati stampa di questo tipo. Tutte le forze politiche dovrebbero condannare all’unanimità questi gesti criminali che danneggiano la collettività, senza se e senza ma». La preside del complesso Emanuela Fanelli ha voluto ringraziare la comunità del Calamatta: «Con il consenso di tutta la comunità abbiamo sacrificato tutti gli spazi possibili (laboratori, aule disciplinari, biblioteca, spazi docenti) per trasformarli in aule. In due giorni gli angeli della Protezione Civile hanno svuotato i laboratori e trasportato centinaia di banchi e sedie. I nostri professori hanno trasportato e pulito banchi e sedie. Gli operai del Comune hanno provveduto ad allestire gli spazi con lavagne e suppellettili ed effettuare i necessari lavori di manutenzione».

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