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Atti intimidatori ad un’azienda agricola

Atti intimidatori ad un’azienda agricola

A I Terzi squarciati i teli delle serre di Massimo Bistacchia. «Abbandonati a noi stessi nelle mani di ‘‘sorci ‘‘ e delinquenti»

CERVETERI –  Paese strano Cerveteri. Territorio vastissimo e variegato. Popolato, già da molto prima che comparisse il fenomeno dell’immigrazione straniera, e cioè dagli anni della riforma che diede a dei  contadini che arrivarono da ogni parte di Italia, dall’Abruzzo e dalle Marche in particolare,  la titolarità sulle terre che  avrebbero coltivato. Molti di questi si stanzializzarono, formando ceppi familiari riferentesi a diverse etnie tutte Italiche, ma come d’uso conservatori delle proprie culture con un unico comune denominatore: un atteggiamento di chiusura nei confronti del “forestiero”, identificato in chiunque arrivasse dopo di loro, forse in virtù della consapevolezza, che si rafforzava piano piano, di calpestare un territorio ricchissimo nel sottosuolo, non di petrolio, non di gas, non di minerali preziosi, ma di reperti archeologici dei quali molti nel tempo fecero autentiche razzie ed alcuni costruirono le loro ricchezze. (agg. 16/01 ore 10.30) segue

I FURTI. Vittima di tale mentalità, che sa ormai di arcaico ma con la quale si è tutti i giorni costretti a fare i conti, deve essere stato Massimo Bistacchia, romano, laureato in biologia a Roma tre, che da circa quattordici anni  vive a I Terzi dove conduce una azienda agricola di circa otto ettari. Fa bioagricoltura, Massimo, e con i suoi prodotti, oltre alla vendita diretta in azienda, è presente ai mercati di Roma e ha un banco al mercato ortofrutticolo di Cerenova.  Il fatto che da molti anni è oggetto di azioni di disturbo atte ad intimidire e scoraggiare quasi la continuazione di questa attività. Furti continui di attrezzature e macchinari, saccheggio dei magazzini e non ultimo, nella notte di venerdì ignoti armati di coltello hanno squarciato le sue serre, provocando un danno materiale di un migliaio di euro ma un danno psicologico all’imprenditore e alle culture, ben più grave.  (agg. 16/01 ore 11)

LA DENUNCIA. «Io ho denunciato alle autorità quanto è avvenuto – dice al telefono  Bistacchia – come ogni altra volta che sono successi fatti analoghi e lo farò ancora dovessero ripetersi perché ho idea di chi può essere stato tanto che li ho affrontati in passato e ho detto loro anche di finirla qui. Quello ultimo, sostengo sia un atto intimidatorio per aver secondo loro alzato la testa e non essermi sottomesso alle loro angherie. Non mi farò intimidire anche se mi rendo conto di avere a che fare con dei “sorci”. Chi gira di notte coperto dalle tenebre in luoghi che bisogna per forza conoscere, attraversa fossati e aggira recinti per compiere degli atti che contengono un solo messaggio: ‘’Noi ti rubiamo i beni e tu ti devi stare zitto, se no facciamo peggio’’, cosa può essere? Ho chiesto al sindaco di mettere delle telecamere in punti strategici per dare un aiuto alle forze dell’ordine come deterrenza ed in eventuali susseguenti indagini. Non è giusto che si rimanga così abbandonati a se stessi nelle mani di sorci e delinquenti».(agg. 16/01 ore 11.30)

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