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Appalto rifiuti a Montalto, Quinto Mazzoni: “La cosa pubblica è di tutti: le spiegazioni sono dovute”

MONTALTO – Anche il consigliere comunale Quinto Mazzoni interviene sulla vicenda dell’appalto dei rifiuti che coinvolge l’amministrazione del sindaco Caci. (agg. 20/01 ore 17.53) Segue

PROTOCOLLATA UN’INTERROGAZIONE. “È con dispiacere che scrivo in merito ad una situazione che, ancora una volta, vede coinvolto il  nostro paese sulle  prime pagine dei giornali, in riferimento a fatti che, di certo, non promettono una buona pubblicità – commenta Mazzoni – Quello che sta accadendo ha coinvolto il sindaco Sergio Caci, l’assessore ai lavori Pubblici, Giovanni Corona, e due dirigenti comunali  in circostanze allarmanti e poco chiare, con perquisizioni,  avvisi di garanzia, sequestri e chissà ancora cosa. Il 18 gennaio scorso ho provveduto a protocollare un’interrogazione a risposta scritta per avere chiarimenti in merito alle perquisizioni avvenute  all’interno degli uffici comunali da parte dell’arma dei carabinieri. Mentre tutto degenera, sto attendendo notizie tempestive,  in onore della trasparenza, su cui la stessa amministrazione dice di basare il suo operato”.(agg. 20/01 ore 18.30)

“CERCHERO’ DI OTTENERE LE RISPOSTE NECESSARIE”“.Si parla di vari aspetti, – prosegue Mazzoni – anche se la notizia che corre maggiormente è quella che vede come causa dell’intervento dell’Arma la questione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti, che coinvolgerebbe il Sindaco Sergio Caci in prima persona (a cui le forze dell’ordine hanno provveduto a sequestrare il proprio telefono cellulare ed il personal computer). Nella speranza che si tratti di allarmismo, mentre in tutto il paese si teme il peggio, cercherò di ottenere le risposte necessarie per informare tutti i cittadini di quanto sta accadendo, perché l’amministrazione trasparente ci rassicuri sulle cause e le possibili conseguenze, senza vittimismo e giri di parole”. “Non voglio alzare polveroni, – conclude Mazzoni – su questioni delicate,  tantomeno mi permetto di puntare il dito contro qualcuno, giacché per la legge italiana siamo tutti innocenti fino a prova contraria,  ma una cosa è certa: della gestione del nostro paese ‘Noi tutti dobbiamo sapere’’’.(agg. 29/01 ore 19)

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