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Insulti razzisti ad un giovane calciatore

Insulti razzisti ad un giovane calciatore

Nel corso della partita del fine settimana un dirigente della Cerveteri Football Club Juniores inveisce con una frase sgradevole verso un avversario. Il buon senso dell’allenatore della squadra ospite ha evitato ulteriori disordini impedendo la sospensione dell’incontro. La società  dei padroni di casa prende le distanze dall’episodio e valuterà eventuali provvedimenti

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non è edificante apprendere che durante un incontro di calcio a otto che si svolgeva nei campetti dell’oratorio  tra due squadre cittadine, la RIM Sport e la Cerveteri Football Club, tra ragazzi che non superano i venti anni, che durante l’incontro si scaldano gli animi e, caso singolarissimo, un dirigente in panchina della Cerveteri Football Club si agita con bestemmie e insulti contro la panchina avversaria fino a prendersela con un atleta di colore appellandolo: ”Negro di m….” non passando inosservato il comportamento non edificante, fuori dal campo della di lui signora, membro dello staff che cura i servizi del campo. La partita doveva essere forse sospesa ma non è stato fatto per il buonsenso di un dirigente della panchina offesa, quella della squadra ospite, che ha ravvisato potessero nascere problemi di sicurezza.
Sembra proprio sia così. Dovrebbe essere più agevole in una cittadina piccola come Cerveteri, con una tradizione culturale  antica che ci riporta agli Etruschi, gente che ancor prima dei Romani viveva in pace, era accogliente e aperta con gli stranieri con i quali interagiva con una rete di un fiorente commercio. Ma quella mentalità trasversale, incuneata nelle menti prodotta da un pregiudizio alimentato dalla paura del diverso, che lo si vede diverso per il frutto dell’elaborazione di schemi mentali che lo identificano con il colore della pelle o addirittura dalla sua provenienza, è dura a morire. E questa paura si amplifica prepotentemente in quelle attività ludiche e competitive che una civiltà di pensiero ha etichettato come sport architettandoci sopra una filosofia basata sui valori è vero della forza e dell’abilità, della potenza e dell’astuzia, ma rivolti sempre verso la lealtà, l’altruismo, la parità di condizione e il rispetto degli altri, di tutti. Qualcuno obietterà che la nostra civiltà vive un medioevo culturale e che c’è una perdita verticale di quei valori che per secoli sono stati la struttura portante della società, ma è proprio per questo che le famiglie fanno affidamento su quelle realtà esterne come le società sportive, preferendo a volte quelle che usufruiscono di spazi come gli oratori per avere un collegamento con la religione, vedendolo in qualche modo come luogo protetto dalle interferenze devianti contenute in altre offerte, in questo momento la più diabolica è la rete. Il web. A Cerveteri c’è un bellissimo spazio attrezzato da tutti conosciuto come l’Oratorio. Questo spazio è comunale ma è ceduto in convenzione alla Parrocchia la quale ha un accordo di gestione con una associazione. E’ molto bello e molto funzionale ed è luogo dove si organizzano tornei amatoriali tra le varie associazioni sportive del paese. Quando  è successo il fatto ed ha portato il buonsenso dell’arbitro a non sospendere l’incontro per problemi di sicurezza, Stefano Bruschi, il presidente dell’associazione non era presente. Sarebbe il caso che il comune intervenisse nella rivalutazione della convenzione.   Lo sfogo della madre del giovane insultato, impegnata attivamente in consiglio comunale nelle politiche di inclusione: «Non faccio nessuna denuncia, ma sia chiaro, no perché non tengo a mio figlio e alla sua dignità ma perché ho compassione dell’autore di quel gesto, persona che conosco e con la quale anche con la moglie c’era una certa frequentazione. Ciò che comunque mi rammarica è che non c’è stata da parte di tutti e due, nessuna sia pur timida manifestazione di scuse nei nostri confronti». 
“La Cerveteri Football Club’’ prende le distanze dall’episodio e annuncia di valutare eventuali  provvedimenti nei confronti del dirigente razzista e blasfemo. 

 

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