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Pascucci: «A Cerveteri non c’è spazio per intollerabili episodi di razzismo»

Pascucci: «A Cerveteri non c’è spazio per intollerabili episodi di razzismo»

La presa di posizione del sindaco dopo i fatti incresciosi durante una partita di calcio  

CERVETERI  – Non poteva mancare una presa di posizione del sindaco Pascucci sul fatto increscioso successo durante una partita di calcio a otto giocata presso i campetti dell’oratorio di Cerveteri, dove un dirigente di una delle due squadre, dalla panchina, in un momento di concitazione lancia un insulto razzista ad un giovane giocatore di colore. (agg. 24/01 ore 19.50) segue

“AMMINISTRAZIONE SENSIBILE ALLE TEMATICHE DELL’IMMIGRAZIONE”. Lo fa con una nota stampa nella quale dice: «La nostra Amministrazione è da sempre sensibile alle tematiche dell’integrazione nonché alla prevenzione dei fenomeni di razzismo e discriminazione. Da ultima la nostra presa di posizione contro gli ultras che avevano affisso adesivi antisemiti allo Stadio Olimpico, con la visita all’Istituto Mattei della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello e il manifesto di Anna Frank che ancora campeggia sulla facciata del nostro Comune. Per questo, una volta appresa la notizia, ci siamo fatti subito promotori come Amministrazione di un incontro tra i due ragazzi e il dirigente resosi responsabile dell’insulto. Questo incontro si terrà mercoledì prossimo nel mio ufficio e a seguire mi recherò con i due ragazzi agli allenamenti per portare alla squadra la mia solidarietà e quella dell’Amministrazione,  affinché casi come questo non si ripetano mai più nella nostra città». (Agg. 24/01 ore 20.30)

“NON C’E’ SPAZIO PER IL RAZZISMO”. «Cerveteri – conclude il primo cittadino – è da sempre la città dell’accoglienza e dell’integrazione, non c’è spazio per intollerabili episodi di razzismo sul nostro territorio». 
Al telefono, poi, il sindaco Pascucci dice di aver molto apprezzato la dichiarazione della madre del ragazzo insultato, pubblicata su queste colonne, per l’equilibrio e la volontà di non alimentare una storia ormai chiusa e ricomposta. (Agg. 24/01 ore 21)

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