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Royal Bus, Azzopardi: ''Basta bugie''

Royal Bus, Azzopardi: ''Basta bugie''

Il patron di Port Mobility: “Le cifre reali si aggirano sui 95mila euro e ricordo che l’Agenzia delle Entrate ha pignorato i conti”. Prima giornata di sciopero dei dipendenti dell’azienda di Passalacqua che chiedono il pagamento degli stipendi

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – “Basta bugie”. Più che una replica è un appello quello di Edgardo Azzopardi, patron di Port Mobility, che si rivolge al presidente di Royal Bus Massimiliano Passalacqua. La giornata di ieri è iniziata con il presidio dei dipendenti dell’azienda proprio sotto i locali di Royal Bus.

Primo giorno di sciopero al grido di “Dove sono i nostri stipendi?”. Ad oggi, infatti, soltanto ad alcuni risulta saldata la mensilità di ottobre, mentre per quanto riguarda novembre, dicembre e tredicesima ancora niente. Nei giorni scorsi l’ennesima promessa disattesa di Passalacqua: la goccia che fa traboccare il vaso. I lavoratori decidono di proclamare lo sciopero mentre, parallelamente, si preparano all’ingiunzione di pagamento nei confronti di Royal Bus.

“È una situazione complicata – ha spiegato il rappresentante sindacale Usb Daniele Girelli – anche nel caso si saldi ottobre, restano comunque gli altri mesi per non parlare poi di gennaio, per cui ci ha detto che non ci sono soldi». Altra questione è la vendita dei 4 bus e di altri 4 mezzi per saldare il tfr. «I pullman sono ancora tutti al garage – spiegano i lavoratori – bugie su bugie. Noi rimarremo qua”.(agg. 26/01 ore 9) segue

INGIUNZIONE ULTIMA GARANZIA. I sindacati hanno incontrato diverse volte l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, Comune e Port Mobility. “Lunedì – ha continuato Girelli – ci incontreremo con Passalacqua per redimere la lista dei licenziamenti, così poi apriremo il tavolo di crisi perché al momento resta tutto bloccato, non sappiamo neanche i nomi: si parla di 32 autisti e 8 esterni”.

L’ingiunzione di pagamento è l’ultima misura, una garanzia di ricevere i soldi. “Facendo l’ingiunzione a Passalacqua – hanno spiegato alcuni lavoratori – noi diventeremmo i primi creditori e quindi Port Mobility potrebbe pagare direttamente noi. Finché non arriva il licenziamento collettivo siamo bloccati e non abbiamo più un euro”. Rabbia e frustrazione da parte dei lavoratori, sensazioni amplificate dal fatto che, nel corso della manifestazione di oggi, Passalacqua non è sceso ad incontrarli.(Agg. 26/01 ore 9.30)

BOTTA E RISPOSTA TRA PASSALACQUA E AZZOPARDI. In una nota stampa è lo stesso Passalacqua ad intervenire. “Royal Bus deve ancora ricevere 300mila euro relativi alle prestazioni di novembre e dicembre 2017 e gennaio 2018 e – si legge – è stata subito estromessa dal servizio e costretta ai licenziamenti. Al pagamento delle fatture dovute seguirà immediatamente il saldo degli stipendi. Attualmente nessuno dei nostri autisti è stato riassunto da Port Mobility”.

Ma Azzopardi smentisce categoricamente e, conti alla mano, risponde a Passalacqua. “Novembre è stato saldato – spiega – mentre per dicembre parliamo di circa 95mila euro, poi c’è il prodotto di quei 10 – 11 giorni di gennaio, sono queste le cifre. Inoltre – ha evidenziato – l’Agenzia delle Entrate mi ha vietato di effettuare versamente. I conti Royal Bus sono pignorati, anche eventuali crediti vantati su Romana Diesel. Il problema dei conti bloccati si pone anche per la vendita dei pullman. L’Agenzia delle entrate – ha continuato – ha effettuato il blocco dei soldi fino a circa 278mila euro. Mi rivolgo a Passalacqua – ha concluso Azzopardi – assumiti le tue responsabilità, non gettare fango addosso alla gente”.(Agg. 26/01 ore 10)

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