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Ernesto Tarallo, tredici giorni senza mangiare

Ernesto Tarallo, tredici giorni senza mangiare

La protesta estrema del lavoratore licenziato

CIVITAVECCHIA – «Giorno 13 tempo buono, pochi passanti infreddoliti». Così commenta l’inizio della sua tredicesima giornata di sciopero della fame Ernesto Tarallo, uno dei dipendenti licenziati da Tirreno Power. (agg. 27/01 ore 19.48) segue

LA PROTESTA. L’uomo ha deciso di intraprendere questa forma di protesta estrema, un grido d’aiuto per una situazione che di colpo si è fatta difficile. Tarallo continua il suo sit in davanti la direzione centrale Enel di viale Regina Margherita, Roma. «Chiedo soltanto che venga rispettato l’accordo firmato da Enel nel 2004 – spiega Tarallo – quando si parlava di riassorbire il personale in esubero».(Agg. 27/01 ore 20.30)

LA RICHIESTA. L’uomo soffre di diabete e sta avendo problemi con la glicemia che è schizzata alle stelle. Dorme in macchina e chiede soltanto una cosa: essere ascoltato. «Sono in contatto con il sindaco Antonio Cozzolino che però non mi tiene molto aggiornato – ha spiegato Tarallo – sta cercando di ottenere un secondo incontro con il viceministro Bellanova ma per ora sono ancora qui. Io continuo con lo sciopero della fame». Tarallo ha voluto smentire le voci che insinuano che abbia rinunciato ad altri posti di lavoro. «Il Sindaco mi ha avvisato che non sono risultato idoneo dopo il colloquio con Acea Ato2 – ha concluso – ho avuto qualche contatto informale con Enel ma nulla di più». Tarallo ha bisogno di aiuto e ha scelto la forma di protesta più estrema per difendere il suo posto di lavoro. (agg. 27/01 ore 21)

Fra.Bal.

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