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Juri Marini all’attacco: «Pascucci governi»

Juri Marini all’attacco: «Pascucci governi»

Il consigliere del Pd presenta cinque mozioni e nove interrogazioni. «Nessuno vuole far cadere l’Amministrazione. Al contrario, noi chiediamo al “Pascucci-bis” di rispettare il voto. Oggi si ha l’impressione che ci sia una clamorosa disattenzione da parte sua ed una sostanziale incapacità della sua maggioranza a sostituirlo adeguatamente» 

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il consiglio comunale che si terrà il primo febbraio, è atteso in maniera diversa dal solito dagli addetti ai lavori e dai cittadini. Dagli addetti ai lavori che infervoriti dalla campagna elettorale, cercano di evidenziare le azioni politiche più incisive per portare e raccogliere consenso intorno al partito e a chi questo partito rappresenta, sia in parlamento che in Regione, visto che lo stesso giorno si voterà sia per l’elezione del governatore del Lazio e dei consiglieri, ma anche per l’elezione di deputati e senatori. Dai cittadini che avendo percepito una distrazione generale anche da parte del sindaco e dell’amministrazione, si aspettano dalla stessa un’azione di rilancio più incisiva verso problematiche lasciate al momento un po’ dormienti, mettendo in risalto una certa incapacità della squadra, tolto il leader Pascucci, di riuscire a stare sul pezzo come ci sa stare lui. L’opposizione non perde l’occasione e diciamo che l’opposizione è tutta.
A destra e a sinistra.  Orsomando e De Angelis, fatta chiarezza sulla specifica dei ruoli, puntano ad identificarsi come capisaldi dell’opposizione di destra con una prolissa presentazione di mozioni ed interrogazioni sostenuti da esposti alle varie procure. Non di meno fa Annalisa Belardinelli di Fratelli d’Italia che con il vecchio conoscitore della politica dei fatti e della passione, Lamberto Ramazzotti, non stanno fermi e poi il Partito Democratico. Quale? Ci si chiederà? Quello di Juri Marini, azzardiamo, che qualsiasi sia il verdetto della corte atteso a giorni circa la regolarità o meno del commissariamento di Falconi, non sarà mai screditato perché Juri ha tenuto alta una bandiera che si dilaniava, ostinandosi a rappresentarla fino a prova contraria, è stato eletto consigliere sotto quella bandiera ed ora sarebbe autolesionista per quel partito che ha lasciato fare, abiurare. Una dimostrazione esemplare di quando l’intelligenza politica riesce a vincere da sola. 
Ora Juri, per il primo febbraio, ha protocollato cinque mozioni e dieci interrogazioni, rimettendo in predicato una sorta di programma elettorale e riproporne sotto elezioni l’attenzione. Bella mossa eh?

Chiediamo allora allo stesso: Quanto questa mossa è finalizzata alla caduta dell’amministrazione, cosa improbabile visti i numeri e quanto invece a fare emergere discussioni e travagli interni che già ci sono nella maggioranza, visto il momento? «Si è votato appena sei mesi fa e gli elettori hanno fatto una scelta molto chiara. Nessuno vuole far cadere l’Amministrazione. Al contrario, noi chiediamo al “Pascucci-bis” di rispettare quel voto e di governare. Perché oggi l’impressione è che ci sia una clamorosa disattenzione da parte del Sindaco, evidentemente distratto da questioni che ritiene più importanti, e una sostanziale incapacità della sua maggioranza di sostituirlo adeguatamente nell’azione amministrativa. Questo è un problema, perché sul tappeto ci sono tante questioni che aspettano delle risposte, che richiamano responsabilità, che richiedono interventi seri e concreti. Se continuasse questa apatia, questo incomprensibile disimpegno della maggioranza, non potrà che continuare ad aggravarsi il disagio che già tanti cittadini stanno subendo. Non devono andarsene. Devono sistemare i problemi e correggere gli errori. Devono governare».

Come giudica Pascucci che ha dichiarato di appoggiare Zingaretti alla Regione e “Liberi e Uguali” di Grasso alle Parlamentari? «Si giudica da solo. Ma non mi sorprende. Il tratto populista di Pascucci è noto da sempre. Oggi forse è solo più marcato. Ma la vera sinistra è lontana anni luce dalle scorciatoie demagogiche del populismo, delle urla e degli insulti, della strumentalizzazione delle difficoltà dei cittadini. La sinistra non è il partito di D’Alema, nato a tavolino al solo scopo di vendicarsi di Renzi. La sinistra è la forza della responsabilità, della concretezza, della soluzione dei problemi. E lo hanno dimostrato in modo estremamente concreto i Governi Renzi e Gentiloni, a guida PD, che hanno fatto della legislatura uscente quella, a memoria d’uomo, più attiva e fruttuosa in particolare sui temi dei diritti civili, di aiuti al ceto medio basso, di interventi contro la povertà. Semmai sono piuttosto divertito dalle grossolane contraddizioni di un Sindaco che ha nella sua coalizione un mix di forze di destra, di centro e di sinistra, che poi fonda un partito nuovo, il partito dei sindaci, dicendo di essere contro i partiti, che poi assicura che non si sarebbe impegnato nelle prossime elezioni regionali e politiche, e che poi invece, alla fine, ci spiega che il 4 marzo voterà sia per Zingaretti, che è del Pd, quindi lo stesso partito di Renzi, sia per il partito di Grasso e D’Alema, che invece è nato solo per affossare Renzi. Quale sarebbe il filo comune in tutto questo?»

Pensa obiettivamente che il gruppo risponderà in maniera omogenea alle indicazioni del suo leader? «Ne dubito. E comunque lo scopriremo molto presto: basterà contare i voti alle regionali, partendo, come base di confronto, dal risultato ottenuto da Pascucci alle recenti comunali. E allora scopriremo se il gran numero di voti presi a giugno dello scorso anno sia stato tutto merito suo, cioè di Pascucci, e quindi se quei voti siano anche “trasferibili” su indicazione del leader, oppure se, al contrario, siano stati il frutto della sommatoria di realtà molto diverse fra loro, fra le quali alcune frange legate al Pd, altre addirittura ad ambienti di destra».

Come pensa che la maggioranza accoglierà le sue mozioni ed interrogazioni che sono: Ritiro Variante Generale al PRG, Confisca lottizzazione abusiva Ostilia, Censura per nuovi allacci a depuratori saturi, Acquisizione strade private ad uso pubblico, Presa in carico strade Arsial, Servizio Igiene Urbana, Trasporto scolastico, Progetto Lungomare dei Navigatori Etruschi, Sistema fognario via F.lli P. e S. Marini, Semaforo via Settevene Palo nuova – via Iaffei, Viabilità zona via Madonna dei Canneti, Tutela PPI Cerveteri e Ladispoli, Bacheche forze politiche, Transazione ASD Città di Cerveteri, Gara per il Pallone geodetico di Valcanneto. «Probabilmente, ancora una volta, arriveranno in aula con posizioni preconfezionate, già discusse altrove. Ma non è un problema. Per noi ciò che conta è spiegare ai cittadini come stanno le cose su alcune delle più importanti questioni che riguardano la città. Dopo di che, in aula, ogni consigliere sarà responsabile del proprio voto, indipendentemente che derivi dai diktat del capo o da liberi convincimenti personali. Sono questioni nelle quali non vogliamo né abbiamo il diritto di entrare».

Pensa che anche questa volta come nel recente passato, l’essere solo contro tutti favorirà Pascucci? «Pascucci è tutto fuorché “solo”. Sono già saliti tutti sul suo carro. È vero che nel passato una eccessiva personalizzazione ha creato qualche confusione fra gli elettori. Ed è anche vero che ciò ha consentito a Pascucci di passare da martire. Con grandissima ilarità di chi lo conosce bene, aggiungerei. Quel tempo però è finito. Il Partito democratico è una forza democratica di governo, seria e responsabile, alternativa alle destre e ai populismi. Non abbiamo nulla nei confronti della persona di Alessio Pascucci, a noi interessa il lavoro del Sindaco Alessio Pascucci e siamo preoccupati dei tratti pesantemente populisti che esprime la sua Amministrazione e che rischiano di creare seri danni alla nostra città. Quindi il Sindaco la smetta di fare la vittima e cominci piuttosto a lavorare più seriamente per gli interessi della città».

 

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