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Terremoto a Cinque Stelle. Palmieri accusa Di Maio e Casaleggio

Terremoto a Cinque Stelle. Palmieri accusa Di Maio e Casaleggio

Il delegato del sindaco inveisce in un messaggio inviato agli attivisti contro i leader politici del M5S che non lo avrebbero ripescato candidandolo nel collegio di Cassino: "Mi sono fidato della loro parola". I vertici dei grillini avrebbero confermato la volontà di candidatura poi sfumata anche al Sindaco. Palmieri accusa anche il Movimento di essersi imborghesito 

CIVITAVECCHIA – Terremoto politico tra i Cinque Stelle. A provocarlo una missiva inviata dall’esponente Andrea Palmieri agli attivisti e finita sui social. Dopo l’esclusione dalle parlamentarie grilline, il delegato del civitavecchiese rimase in silenzio. Ieri la lettera: un vero e proprio atto di accusa nei confronti di Luigi Di Maio che avrebbe abbandonato il sindaco e lo stesso Palmieri, nonostante le promesse e le raccomandazioni. «Volevo comunicarvi che Di Maio ha deciso di non candidarmi al collegio uninominale di Cassino dopo aver dato la sua parola ad Antonio e a me che avrebbe provveduto a sistemare una situazione al limite dell’incredibile -. scrive Palmieri nella lettera -. Ha provveduto ad integrare fortunatamente Elisa Galeani a dimostrazione che la cordata non c’è stata». Lo stesso Palmieri spiega anche il perché del suo silenzio dopo l’eliminazione dalle parlamentarie: «Non ho potuto controbattere perché l’ordine era quello di stare zitto perché Davide Casaleggio e Luigi Di Maio avevano dato la loro parola ed io della loro parola purtroppo mi sono fidato. Mi sono fidato della loro parola e di quello che mi diceva al telefono chi mi rassicurava che una soluzione si sarebbe trovata. Mi sono fidato di chi il giorno prima mi ha invitato e il giorno dopo mi ha segnalato». (Agg. 27/01 ore 18.48) segue

CINQUE STELLE SPACCATO. Dalla missiva si evince un Movimento Cinque Stelle spaccato e diviso dalle correnti interne, come nel più classico dei copioni della prima repubblica: «Oggi più che mai mi trovo solo ed escluso da chi non conosce gli ultimi 7 anni della mia vita di attivista, di collaboratore, fedele alla linea, di uomo. Ho peccato andando in giro a raccontare che Marta era la peggiore scelta mai fatta e Antonio era la mia figura di riferimento. Ho sbagliato a dire in giro che bisognava andare a chiedere ai consiglieri regionali se avessero ascoltato il famoso audio (una registrazione che riguarderebbe Marta Grande che complotta contro Cozzolino ,ndr). Ho sbagliato a non essere il ruffiano di chi conta ma non mi pento minimamente».(Agg. 27/01 ore 19.30)

PALMIERI CONFRERMA LA PATERNITA’ DELLA LETTERA. Contattato telefonicamente Palmieri ha confermato la paternità della lettera anche se ne ha evidenziato il carattere privato. «E’ diventata pubblica ma la mia lettera era privata altrimenti non avrei detto quello cose». Lo spaccato che esce fuori da queste righe è comunque preoccupante per il Movimento Cinque Stelle: fazioni, complotti, rassicurazioni e tradimenti anche a discapito del sindaco Cozzolino, rassicurato come Palmieri sulla candidatura. A spiegare quello che accade ci pensa anche lo stesso Palmieri che conclude la sua lettera dicendo: “Non sono preoccupato per i congiuntivi sbagliati da Di Maio ma dal fatto che ci siamo dimenticati come si dice vaffanculo e ci si stia imborghesendo per rappresentare una parte politica che è decisamente lontana da noi. Devo decidere cosa sarà del mio futuro. Continuerò a combattere non Marta ma quello che rappresenta, come ho sempre fatto. Oggi ha vinto questo sistema, ha vinto la battaglia ma non la guerra. Non sono ancora morto. L’araba fenice rinasce dalle proprie ceneri. A presto». Insomma lo Tsunami a Cinque Stelle si è trasformato in un mare mosso dalle solite correnti”. (agg. 27/01 ore 20)

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