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Tra cose vere e cose supposte

Tra cose vere e cose supposte

Si respira aria di campagna elettorale e si scambiano promesse  

diTONI MORETTI

ERVETERI – Siamo alle solite. Il clima ormai si conosce. E’ quello che cambia l’aria, gli odori che si percepiscono. I profumi e le espressioni dei volti della gente. Espressioni  che cambiano secondo chi si incontra la mattina all’ora del caffè, al supermercato mentre fai la spesa, o alle porte degli uffici comunali, quelli più frequentati in questo periodo, forse guidati dall’inconscia speranza di incontrare  chi può confermare l’impegno assunto durante la campagna elettorale ultima e che non ha ancora avuto l’opportunità di onrarlo. C’è un invisibile stato d’assedio ma non si percepisce poi tanto il fastidio degli assediati. Gli assediati sono chiunque può esprimere un voto o chi addirittura manovra o presume di farlo, i così detti pacchetti di voti. Ognuno però, da una parte e dall’altra chiede qualcosa, ma si deve chiedere in modo che non sembri uno scambio, perché si può incorrere in un reato.  A Cerveteri, un sindaco sognatore, che per fortuna non è il solo, come diceva John Lennon nella sua profetica Imagine oggi in affanno perché sembra che i sogni non facciano il paio con la concretezza, ha dato mandato  per potare gli alberi dei giardini, “mai fatto prima”, dicono gli alberi in coro, per fare forse vedere la disponibilità sua e della politica a riprendere un dialogo sulle cose. Ma  irrimediabilmente i discorsi che si sentono da chi deve promettere qualcosa si basano su garanzie reali che seguiranno a previsioni supposte. Facciamo un esempio: Se la mamma di un bambino disabile chiede le venga assicurato che non ci saranno tagli alle ore AEC per suo figlio la risposta sarà: “Te lo garantisco, supposto che tutta l’azione che col tuo aiuto abbiamo fatto costringa il Governo centrale a non operare tagli a noi comuni che saremo costretti a nostra volta ad operarli. Continuiamo a lottare insieme”.  Essendo a conoscenza che quei servizi non sono facoltativi ecco che quel “supposto che“ diventa una cosa supposta e come diceva il buon Totò: «Nella vita ci sono le cose vere e le cose supposte. Le prime le mettiamo da parte. Ma le supposte, dove le mettiamo le supposte?»  Dove le  mettiamo? 

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