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Frascarelli: ''Nei Cinque Stelle è caccia alla poltrona come nei vecchi partiti''

Frascarelli: ''Nei Cinque Stelle è caccia alla poltrona come nei vecchi partiti''

Il vice coordinatore azzurro commenta la lettera di Andrea Palmieri in cui criticava Luigi Di Maio

CIVITAVECCHIA – Giancarlo Frascarelli interviene su quanto, a suo avviso, emergerebbe dalla famosa lettera di Palmieri in cui il delegato criticava Luigi Di Maio per la mancata candidatura: «Non si può che rimanere basiti da quanto trapelato in merito alle esternazioni del delegato del Sindaco, Andrea Palmieri, circa la sua estromissione dalla corsa parlamentare. Una lettera che, a suo dire, avrebbe dovuto essere riservata agli adepti del Movimento ma che poi (per ragioni ovviamente ignote) è stata resa pubblica lasciando, chi legge, esterrefatto per la gravità delle riflessioni cui si lascia andare un Palmieri rabbioso e minaccioso. In primis colpisce la sua smisurata voglia di occupare un seggio: escluso dalle Parlamentarie grilline, il “nostro” cerca una collocazione in un collegio qualsiasi (Cassino addirittura appare l’ideale, d’altronde come si sa bene ci sono notevoli affinità territoriali, economiche e sociali con il nostro contesto…sic!) ma Luigi Di Maio, dopo aver dato la sua parola anche al Sindaco Cozzolino (suo intermediario per la trattativa) che l’accordo sarebbe andato in porto, fa marcia indietro (forse su pressione dell’On.le Grande, lascia trapelare Palmieri) ed addio candidatura. Vecchi sistemi. Vecchie logiche. Vecchie strategie”.

“Ma i Cinque Stelle – si chiede Frascarelli – non sono il nuovo? Non è forse il Movimento di Grillo che fin dalla sua costituzione ci ha forato i timpani con lo slogan “aboliamo la vecchia politica”? Bene. Prendiamo atto che chi ad oggi vanta onestà politica come perno metodologico in realtà si comporta perfettamente in linea con quegli stessi metodi da Prima Repubblica che condanna. Punto secondo: “uno vale uno” dicono i grillini, uguaglianza decisionale garantita all’interno del partito di Grillo. Dalla lettera di Palmieri risulta esattamente il contrario: c’è chi decide, ordina, complotta, garantisce, intercede, manipola e chi viene “mosso” (o ben piazzato) con una facilità maggiore dello spostamento delle pedine del gioco della dama. Il Movimento presenta divisioni, fazioni e correnti all’interno delle quali si escogitano strategie per piazzare uomini. Questo è il dato più significativo che esce dalla lettera-sfogo di Palmieri: non c’entra nulla l’attivismo politico né la serietà curriculare”.

“Contano le conoscenze – prosegue il vice coordinatore di Forza Italia – e le amicizie influenti. Cosa c’è di nuovo rispetto al vecchio? Nulla. Sono le poltrone ad ingolosire. Perché chi si dice militante da sempre impegnato contro i mali che affliggono l’ambiente non può richiedere Cassino pur di sedere in Parlamento. Lo dice il buon senso, il giusto e forse doveroso attaccamento al suo territorio. Allora la missiva di Palmieri ai suoi sarebbe stata accettabile se avessimo letto: Ringrazio Di Maio per l’offerta ma rifiuto e vado avanti. Ecco, lo avremmo apprezzato, dichiarandolo ufficialmente il paladino di un nuovo corso politico. Alla luce di quanto sopra, non ci resta che sottolineare quanto la politica grillina sia deludente non solo per quanto ad oggi registriamo nella nostra città (la difesa ambientale bypassata, le opere pubbliche inesistenti, la progettualità ormai deceduta) ma anche per questo sistema di spartizione delle poltrone criticato ferocemente soltanto quando ad attuarlo sono gli altri. Perché, in fondo, a sbagliare sono sempre quelli di prima”.

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