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Mercato, tra feeling mancato e cattedrali nel deserto

Mercato, tra feeling mancato e cattedrali nel deserto

Le dichiarazioni di FdI e Confocmmercio dopo l’intervento di Cna e Coldiretti sul restyling

CIVITAVECCHIA – Fratelli d’Italia ed il presidente della Confcommercio Graziano Luciani commentano l’intervento di Cna ed attaccano l’Amministrazione Comunale.

«Esprimiamo piena condivisione ed apprezzamento per l’appello rivolto da Cna e Coldiretti all’Amministrazione – dichiara FdI – è riduttivo pensare ad un ennesimo e poco funzionale restyling del mercato, ma riteniamo essenziale lavorare per ideare e realizzare una nuova e più attuale idea di mercato che proponga e valorizzi le eccellenze enogastronomiche del territorio. È essenziale – continuano – implementare politiche di valorizzazione dell’artigianato e dell’agricoltura e trasformare il mercato in uno straordinario di rilancio della nostra asfittica economia, rendendolo volano per la crescita delle piccole imprese».

«Tuttavia – concludono – per evitare cattedrali nel deserto e colossali buchi nell’acqua, riteniamo imprescindibile coinvolgere gli operatori economiche e le categorie produttive attraverso le associazioni rappresentative del mondo del lavoro». Forte la reazione di Confcommercio dopo le dichiarazioni di Cna sulle convocazioni delle associazioni di categoria per il restyling del mercato: «Non potevamo non notare l’ironia usata quando si afferma che le convocazioni sono state fatte ad associazioni con le quali c’è più feeling. È doverosa un precisazione – dichiarano – Confcommercio non ha un particolare feeling con questa o altre amministrazioni. Confocmmercio è un’associazione politicamente autonoma che ha preteso di essere sempre presente nei tavoli dove si parla di commercio, terziario e sviluppo nell’esclusivo interesse delle imprese. Il nostro obbiettivo non è avere ‘‘feeling’’  ma tutelare le categorie rappresentate. Riteniamo perciò – concludono – che una corretta e migliore dialettica tra i rappresentanti delle categorie sia auspicabile perché non prevale chi pubblica l’articolo più bello, ma chi riesce a favorire lo sviluppo».

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